Politica

Letta punge Matteo: prenda atto del voto

Il «partito» dell’astensionismo è quello uscito meglio dalle ultime elezioni amministrative. E Matteo Renzi, capo del governo e segretario del Pd, farebbe bene ad agire di conseguenza. A sostenerlo...

Il «partito» dell’astensionismo è quello uscito meglio dalle ultime elezioni amministrative. E Matteo Renzi, capo del governo e segretario del Pd, farebbe bene ad agire di conseguenza. A sostenerlo è il suo predecessore a palazzo Chigi, Enrico Letta, che chiede all’attuale premier di guardare con più attenzione alle minoranze all’interno del partito, viste anche le recenti «fughe» in Parlamento. «Le regionali sono state in chiaroscuro - spiega Letta - a me sembra che il voto ci debba spingere a fare una analisi profonda: c’e' e continua ad esserci un grande rifiuto della politica, se metà degli elettori circa non va a votare e quelli che votano si rivolgono in larga parte a partiti "anti". Il presidente del Consiglio deve cogliere questo dato». Un problema di sostanza, e a suo modo anche di forma, essendo quest’ultima parte essenziale della comunicazione politica. «La foto di Matteo Renzi che gioca alla Playstation durante lo spoglio delle schede elettorali mi ha fatto un po’ sorridere. Io non l'avrei fatta...», ammette l’ex premier. «Vorrei che da queste elezioni uscisse con forza il dato del rispetto della legalità - continua Letta - che è una delle caratteristiche fondanti del Pd. Lo è stato e deve continuare ad esserlo». Sul tavolo ci sono anche gli scenari europei con la crisi ellenica e gli errori della Troika. «Se non si dice che, a fronte dei sacrifici, c'è luce in fondo al tunnel si commette un errore - conclude - ma d’altra parte il principio che i debiti vanno pagati vale per tutti anche perché l'Italia è creditrice nei confronti della Grecia».

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