Politica

Fitto fa il gruppo al Senato: "E ora primarie"

Romano non lo segue e pensa a un nuovo partito con Rotondi da lanciare a fine mese

La prossima tappa del progetto fittiano passa dalla costituzione del gruppo dei Conservatori anche alla Camera. Per questo ieri c'è stata una ennesima riunione per conteggiare le adesioni. Tra i deputati in arrivo potrebbe esserci Massimo Corsaro, ex Fratelli d'Italia, critico dell'evoluzione lepenista della Meloni, mentre l'area ex An sarà rappresentata da Pietro Laffranco e Maurizio Bianconi. I fittiani, che in Puglia ha sempre mantenuto rapporti stretti con il mondo ciellino, non escludono potenziali convergenze con i Popolari per l'Italia di Mario Mauro, appena usciti dalla maggioranza (dopo essersi schierati alle regionali a macchia di leopardo), e aspettano di trovare intese con gli ex leghisti vicini a Flavio Tosi. Il mantra del nuovo soggetto politico? Opposizione a Renzi e primarie: «Chiediamo – spiega Fitto – con forza le primarie per selezionare i dirigenti. La nostra posizione è chiara: siamo nel campo alternativo a Renzi, vogliamo costruire una alternativa». E i neoconservatori Liuzzi e D'Ambrosio Lettieri rispolverano una citazione del ministro dell'Armonia: «La sinistra vince, come diceva Pinuccio Tatarella, quando il centrodestra si spacca». Silvio Berlusconi non è rimasto sorpreso dagli smottamenti causati dai ricostruttori di Fitto e ha rimarcato con i suoi che Forza Italia è distante dalle manovre di palazzo di chi usa il partito azzurro come taxi per «per tornaconto personale». Per il Cavaliere la priorità resta riavvicinare al centrodestra l'ampia fascia di elettori moderati che hanno scelto l'astensionismo alle ultime Regionali, mentre segue con attenzione le defezioni dalla maggioranza al Senato (dei Popolari di Mauro). Sulla stessa linea Maurizio Gasparri che ha definito le novità di Fitto «inutili, se non deleterie» mentre positivamente è stata considerata la svolta antirenziana dei Popolari per l'Italia. Il vicepresidente del Senato ha auspicato il rilancio dell'iniziativa azzurra su temi identitari: «Le priorità? Economia e fisco, sicurezza e immigrazione, scuola, difesa di un blocco sociale». Di segno opposto rispetto all'evoluzione fittiana le grandi manovre che vedono protagonisti i dissidenti siciliani (i senatori Antonio Scavone, Giuseppe Compagnone e Giuseppe Ruvolo e il deputato Giuseppe Galati) guidati da Saverio Romano: L'obiettivo è far nascere un «nuovo cantiere per le riforme», alternativo al populismo di Matteo Salvini. Sullo sfondo resta, dopo i primi smottamenti che rendono problematica la vita della la maggioranza al Senato, il lavoro diplomatico di Denis Verdini: secondo alcune indiscrezioni, smentite dai fedelissimi dell'ex cerimoniere del Nazareno, starebbe sondando i parlamentari forzisti (ma anche di Gal e Ncd) per un eventuale remake dai «Responsabili», in soccorso dell'ex sindaco di Firenze.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.