Onorevole Giorgia Meloni, soddisfatta del risultato di Fratelli d’Italia alle Regionali? «Se consideriamo l’oscuramento da parte dei media e le risorse scarsissime - ventimila euro per sette regioni - l’esito è straordinario. Fratelli d’Italia è l’unico movimento oltre alla Lega a crescere, sia in termini percentuali che di voti assoluti. La destra c’è. Anche per questo, tutti quelli che finora ci hanno osservato da lontato per "testare" la nostra sopravvivenza a medio termine, oggi potrebbero anche venire a darci una mano». A chi si riferisce? «Non ai nomi altisonanti, ma alle classi dirigenti intermedie. Penso, ad esempio, a tanti consiglieri comunali che vengono dalla storia della destra ma hanno preferito rimanere in partiti più grandi. Oggi hanno un’alternativa, un movimento più affine alle loro idee che ha un potenziale straordinario». Magari al Sud, dove Salvini non ha sfondato. «Era prevedibile. Inoltre, con l’Italicum si rischia di drenare voti al Sud per far eleggere parlamentari del Nord. La classe dirigente locale, prima ancora dell’elettorato, dovrebbe saperlo». Ha parlato di Italicum. Il premio alla lista potrebbe «incoraggiare» una vostra corsa insieme al Carroccio? «Una premessa: la legge elettorale, con lo sbarramento al 3%, lascia aperto ogni spiraglio a un partito come il nostro ormai stabilmente sopra il 4. In quanto al rapporto con la Lega, il "fronte anti-Renzi" in queste elezioni è stato già sperimentato in Toscana e Marche, le Regioni in cui la posizione di Forza Italia era più "ondivaga". In entrambe le occasioni abbiamo fatto il 20%, siamo arrivati sopra il resto del centrodestra e abbiamo conteso il secondo posto a Grillo». È questa la strada da seguire? «La strada da seguire è lavorare per vincere. Più mondi si riescono a mettere insieme meglio è. Quanto accaduto in Toscana e Marche è una base di partenza. Poi bisogna vedere se Salvini vuole lavorare per vincere o per rafforzare la Lega. Se si mettono gli interessi del partito davanti a quelli del Paese si regala la vittoria alla sinistra. Vedi la Puglia». La Puglia, appunto. Adriana Poli Bortone sarà espulsa da Fratelli d’Italia? «Lo dirà la commissione di garanzia. Dopo quello che ha detto contro di noi, l’esito mi sembra scontato. La signora si è dimostrata un po’ volubile e dovrebbe farsi un esame di coscienza per aver distrutto mesi di lavoro». La Poli Bortone ha anche detto che non potete più usare il simbolo di An. «Lo deciderà l’assemblea dei soci della Fondazione An, a fine giugno. Non so come faccia lei a prevedere il risultato». Ma Fratelli d’Italia è abbastanza forte da rinunciare alla Fiamma? «Certo che lo siamo. Se dovessimo chiedere di continuare ad averla è solo per il legame con la storia della destra italiana, di cui siamo fieri. È una valutazione che farò con il resto del partito». La Fondazione potrebbe anche decidere di «sponsorizzare» il partito. «Sinceramente non legherei le due cose. La Fondazione continui a fare il suo lavoro di studio, ci aiuta già così, mantenendo viva un’identità di destra. Sovrapporre i piani di Fondazione e partito ci porterebbe su un terreno scivoloso».
"La destra c’è e avanza Ora tutti tornino all’ovile"
Meloni:"Fdi cresce, chi ha scelto partiti più comodi ora ha un'alternativa"
