Il consigliere politico di Berlusconi è riuscito a riunire intorno a se tutto il centrodestra partendo da Forza Italia, passando dalla Lega di Salvini, a Fratelli d'Italia per finire con Aria Popolare. Un successo che ha portato il centrodestra a conquistare due Regioni in tutta Italia, Liguria e Veneto. E se il risultato di Luca Zaia era scontato quello della rossa Liguria è stato inaspettato, anche se Toti ha detto più volte «me lo aspettavo». Cosa ha pensato quando ha visto la notizia che il premier, mentre lei conquistava la regione, giocava alla Playstation? «Cosa dobbiamo pensare? Noi viviamo nel mondo reale ed è di questo che ci preoccupiamo. La gente ha dimostrato di volere cambiare e di voler tornare alla semplice e pura normalità. Non è accettabile vivere in una regione in cui arrivano navi cariche di immigrati, in una regione che paga le tasse più alte d'Italia e dove un giovane si due non trova lavoro. Cambieremo rotta dopo i disastri dell'amministrazione Paita-Burlando». Quanto è stato aiutato dalla rottura interna al Partito Democratico? Senza lo scontro tra Pastorino e Paita avrebbe ottenuto lo stesso risultato? «Avrei vinto anche senza Luca Pastorino? Se mia nonna avesse avuto le ruote, sarebbe stata una carriola. Senza dubbio la sinistra è stata penalizzata dalla spaccatura interna, ma loro hanno giocato la loro partita, noi la nostra». Quali saranno i primi provvedimenti che da presidente attuerà? «Le cose da fare sono tante, ma tra le prime vorrei parlare con i direttori generali della sanità per chiedergli di tenere aperti gli ospedali fino alle 23 tutta la settimana, come in Veneto». Ha sentito Berlusconi dopo la sua vittoria? «Sì, molte volte. Si è congratulato per il risultato ottenuto, individuando nella Liguria la regione pilota per un laboratorio di unione di tutto il centrodestra». A livello nazionale cosa succederà? «Abbiamo dimostrato che unito il centrodestra vince diventando una alternativa reale e credibile alla sinistra».
Toti: «In Liguria basta immigrati»
«Siamo un progetto pilota per la coalizione»
