In una tornata elettorale che, come al solito, vanta parecchi vincitori autoproclamati, l’unico partito a poter festeggiare davvero, sulla base dei freddi numeri, è la Lega Nord di Matteo Salvini. Le percentuali, che la danno ormai vicino a un 15% assolutamente improponibile solo un paio di anni fa, raccontano solo in parte l’ascesa costante del Carroccio, unico partito in queste Regionali ad aver guadagnato voti in termini assoluti: 256mila in più rispetto alle Europee del 2014, pari a un’avanzata del 50% che, in alcune regioni, assume contorni clamorosi. Ad esempio in Umbria in due anni la Lega è crescita del 1.499,1% (non è un errore di battitura) passando da una percentuale. Altra caratteristica evidenziata dal partito di Matteo Salvini in questa tornata elettorale è la capacità di drenare ogni tipo di voti. Ad esempio, secondo l’analisi dei flussi elettorali condotta da Swg, il Carroccio ha guadagnato il 14,7% prendendosi un 1,3% dal Pd, un 4% da Forza Italia, un 2,3% dal MoVimento 5 Stelle e addiruttura un 6,3% dall’astensione. Stesso schema in Umbria, dove ai Democratici Salvini sottrae quasi il tre per cento. La strategia «trasversale» del leader leghista funziona, insomma. Il messaggio oltre ogni ideologia continua a mietere consensi a destra quanto a sinistra e se proprio si vuole tracciare una linea di demarcazione, è ancora quella territoriale. A un Carroccio ormai radicatissimo al Nord e presente con percentuali in doppia cifra anche al Centro, fa da contraltare una lista Noi con Salvini che al debutto in Puglia non è andata oltre il 2% mentre in Campania non era neanche presente sulla scheda. Un dato a doppia faccia: possibili difficoltà nel far dimenticare i vecchi eccessi «padani» o «mercato» di voti ancora da sfruttare. Per entrambi i motivi, Salvini ha già annunciato che da ora in avanti si concentrerà esclusivamente sul meridione. Con una responsabilità maggiore, quella di essere il leader più votato del centrodestra. E chissà che la necessità di parlare a un elettorato maggiore non determini un «ammorbidimento» di alcuni contenuti.
Salvini rullo compressore E ruba voti anche ai Dem
