Adesso viene il bello. Matteo Salvini ne è convinto. Perché l’«eccezionale» successo elettorale conseguito alle regionali carica di «responsabilità» il segretario della Lega Nord che sa perfettamente che la parte più dura e difficile viene adesso. Testa bassa e lavorare è il motto del leader del Carroccio, con due obiettivi precisi: ricostruire il centrodestra e strutturare il partito per il definitvo sbarco nel Mezzogiorno. Perché il governo Renzi, secondo Salvini, non durerà a lungo, massimo un anno. La prossima primavera insomma si potrebbe votare per le politiche e l’altro Matteo è pronto a sfrattare Renzi da Palazzo Chigi. Salvini, com’è il day after dopo il successo elettorale? «Fatnastico. Abbiamo ottenuto in risultato eccezionale che ci carica di responsabilità». È più contento della riconferma di Zaia o del risultato della Lega, ovunque primo partito di centrodestra? «Sono contento per tante piccole cose, per ogni singolo voto ottenuto, per il 20% in Toscana, per i tre consiglieri ottenuti nelle Marche. Poi c’è il trionfo di Zaia, certo, di dipensioni stratosferiche». Dove il centrodestra è andato unito ha vinto o se l’è giocata, come dimostrano Liguria, Veneto, Umbria, con la Lega primo partito. Dove invece è andato diviso ha perso, ma i candidati sostenuti dalla Lega hanno rappresentato per gli elettori di centrodestra l’alternativa di governo, come in Toscana e nelle Marche. «Tutto giusto. Ma il Veneto è una cosa diversa. Il centrodestra unito va bene, ma non a tutti i costi. Basta con le vecchie marmellate, vogliamo costruire un progetto coerente e coraggioso». La Lega è l’unico partito che, pur con un calo d’affluenza, ha più che raddoppiato i consensi. Tutti gli altri partiti hanno perso voti. Naturale che, come ha detto Zaia, ogni progetto di ricostruzione del centrodestra non possa prescindere dalla leadership di Salvini. Sente il peso di questa responsabilità? «Prima della leadership contano progetto e programmi». Ha parlato del modello Veneto. È quello il centrodestra al quale aspira, un’alleanza Lega-FI, il Partito dei Moderati di Berlusconi? «Mi interessa andare a prendere i voti della metà degli italiani che non è andata a votare. Non chiudo a FI, ma sono in attesa di capire cosa vogliono fare. Serve chiarezza sull’Europa, l’Ue delle banche e dei tecnocrati: FI che è nel Ppe governa insieme al Pd che sta nel Pse. Bisogna rivedere tutti i trattati. L’alternativa a Renzi dev’essere totale ed effettiva». Sulla Flat Tax però Berlusconi si è sempre detto d’accordo. «La Flat Tax, una rivoluzione della politica fiscale necessaria e non più rinviabile, è la base di ogni accordo. Ma la strada da percorrere è e resta il nostro progetto, un progetto vincente, coerente e coraggioso che parli di lavoro, di sicurezza. Non metto da parte la coerenza per prendere un voto in più. E gli elettori premiano noi, come dimostrano i risultati di Toscana e Marche». Però per andare al governo le serve il Sud. «Noi con Salvini» in Puglia ha preso il 2,3%, nei Comuni in provincia di Roma è andata malino: l’1,37 a Colleferro, il 2,3 ad Albano. Deluso? «No. Abbiamo lanciato quel progetto per scommessa, è stato portato avanti in pochi mesi da un pugno di volontari e senza una lira. Ho ricevuto centinaia di richieste di adesioni dal Sud. Mi chiamano dalla Calabria, dal Lazio, dalla Campania». Quindi strutturerà il partito al Centro-Sud? «Non mi risparmierò e sarà coerente e compatibile con la Lega. Stiamo lavorando con professionisti, primari, economisti a un progetto completo di governo».
Salvini, prove da leader: «Rifondo io la coalizione»
Il leader leghista: «Ho centinaia di richieste al Sud: mi dedicherò solo a loro»
