Politica

«Impresentabili? Degni di un film»

«Un film sugli "impresentabili?" Penso proprio che lo farei, perché sono avvincenti dal punto di vista drammaturgico. I "presentabili" sono utili ma narrativamente molto meno affascinanti». Lo ha...

«Un film sugli "impresentabili?" Penso proprio che lo farei, perché sono avvincenti dal punto di vista drammaturgico. I "presentabili" sono utili ma narrativamente molto meno affascinanti». Lo ha affermato il regista Paolo Sorrentino, ospite de «L'intervista» di Maria Latella, su Sky Tg24, proprio nel giorno del suo 45esimo compleanno per il quale «il regalo che mi aspetto più di tutti è che il Napoli vinca stasera», spiegando poi che ad affascinarlo nel gioco del potere, politico e non, è «il lato psicologico: come incide sul destino delle persone, sulla loro vita privata, come si stabiliscono i rapporti di forza fra le persone, che è l'unica cosa che mi interessa veramente, e in politica i rapporti di forza sono esasperati». Quanto allo specifico dell'appuntamento elettorale di ieri, alla domanda se lui, napoletano che vive a Roma, andrebbe a votare se vivesse ancora nella sua città natale, Sorrentino si limita a rispondere che «sì, se fossi residente, probabilmente oggi andrei a votare». La materia politica in senso stretto sembra non affascinare il regista, reduce da Cannes con il suo «Youth - La giovinezza» che è in vetta alla classifica degli incassi, che però si appassiona a temi che nella politica trovano ampio spazio, dalla scuola al «petrolio» dell'arte e del turismo. I suoi due figli frequentano la scuola pubblica che, dice il regista, «mi piacerebbe trasmettesse semplicemente onestà intellettuale, anzitutto l'abbattimento di qualsiasi pregiudizio. La scuola non è comunque determinate rispetto all'avventura umana di ogni persona, quindi dovrebbe attenersi a dei principi elementari».

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