Tra liste di proscrizione redatte dalla Commissione antimafia, presunti impresentabili che spesso non sono tali, spaccature nei partiti, sia a destra che a sinistra, e legge Severino in attesa di scattare a mo’ di tagliola subito dopo il voto, è finalmente arrivato il giorno in cui a parlare sarà il popolo. E lo farà in sette regioni, Toscana, Liguria, Campania, Veneto, Umbria, Puglia e Marche, dove nel corso degli ultimi anni è accaduto di tutto. Come in Liguria, dove la candidata è sotto accusa in relazione all’alluvione costata la vita ad un infermiere e dove, come in moltre altre regioni la mannaia della giustizia è calata per le «spese pazze». Qui c’è già chi è stato condannato per aver comprato, coi soldi pubblici, cibo per gatti, slip, libri scolastici, vino francese. E va ricordato anche lo scandalo dei «medici low cost». Ma ognuna delle regioni al voto ha i suoi scandali. La Toscana schiera il Pd Enrico Rossi, governatore uscente e candidato, sotto inchiesta per il buco di bilancio da 420 milioni di euro all’Asl di Massa. In Puglia le inchieste sul governatore Nichi Vendola hanno tenuto banco sulle prime pagine dei giornali per mesi e mesi. Finora però le sue vicende giudiziarie si sono concluse con l’assoluzione. Ma il settore della sanità rimane malato: nell’aprile scorso la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 51 persone coinvolte in un’inchiesta sulla Asl di Brindisi. L’Oscar degli scandali tocca alla regione devastata la lista degli impresentabili della Bindi, la Campania, che ha il maggior numero di personaggi imbarazzanti, dove l’aspirante governatore Vincenzo De Luca è stato condannato per abuso d’ufficio perché da sindaco di Salerno avrebbe attribuito a un uomo fidato una posizione di vertice, e quindi una retribuzione più alta, nella realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. Il Pd l’ha voluto presentare lo stesso infilandosi in una situazione dalla quale non riesce più a uscire.
Spese pazze e assunzioni gonfiate. Viaggio nella giungla del malaffare
Ecco i guai giudiziari delle sette amministrazioni al rinnovo
