Sconforto, tensione, rabbia e paura continuano a dominare nelle strade limitrofe al luogo dell’incidente. Ieri quattro bottiglie incendiarie sono state ritrovate in una strada adiacente via Mattia Battistini. La gente lamenta l’assenza di forze dell’ordine ed esprime l’insostenibilità della situazione. «Ho paura a mandare mia figlia a scuola con l’autobus» racconta una signora che si trova alla fermata, proprio nel posto dove il corpo straziato di Corazon Abordo Perez, madre di due figli, è stato scaraventato dalla macchina con a bordo tre rom. Ieri quella mamma che accompagnava la figlia in bus non sapeva che a poche centinaia di metri da lei, in via Francesco Tamagno, tre molotov sono state ritrovate dai carabinieri. Poco dopo, una quarta bottiglia è stata rinvenuta dalla polizia. La segnalazione è partita da una donna che si è insospettita quando ha visto due ragazzi lanciare una busta nera dietro un cespuglio. Dopo il rinvenimento, i carabinieri della caserma di Trastevere hanno proceduto a prelevare il sacchetto. Tre bottiglie contenenti liquido infiammabile e uno strofinaccio, erano pronte per essere innescate. «La Municipale... ieri dovevamo fare una foto e appenderla almeno oggi li avremmo visti» afferma una barista. «Non ci sono rom da due giorni - dice il titolare di una pizzeria - Avranno paura e fanno bene. Se ieri durante la manifestazione passava un rom lo avrebbero linciato». I rom non escono dai campi. «I bambini non vengono mandati a scuola – racconta una mediatrice culturale che lavora presso il campo di via Cesare Lombroso – Già prima era difficile convincerli a frequentare. Adesso sta diventando impossibile». Fuori dal campo 4 pattuglie stazionano senza sosta. Stessa cosa vicino il campo della Monachella. «Due sere fa hanno urlato. Dicevano che ci ammazzavano i figli. Noi non siamo tutti uguali, la mia famiglia non ha fatto niente» racconta una donna che risiede nel campo. Alle 19 di ieri invece, in piazza del Campidoglio, circa 300 filippini hanno manifestato il loro dolore e la vicinanza alla famiglia della vittima consegnando anche una lettera al vicesindaco Luigi Nieri: «I nostri bambini e gli anziani tornano a casa per miracolo – recita il testo – chiediamo giustizia, sicurezza stradale e una legge adeguata sui pirati della strada». È sera, le strade si svuotano, la tensione resta e le forze dell’ordine provano a prevenire la rabbia che potrebbe scoppiare da un momento all’altro.
Brucia la rabbia. Trovate 4 molotov
Le bottiglie erano dentro una busta in un cespuglio sul luogo dell’incidente Davanti al Comune la Comunità filippina ricorda Cory: "Adesso giustizia"
