Gli hanno pure tirato i pomodori durante un comizio. Lui ormai non si scompone, ci ha fatto l’abitudine. Manda baci ai contestatori e accresce il consenso. Ovviamente si dispiace per le forze dell’ordine che devono proteggerlo fronteggiando antagonisti e antileghisti. Matteo Salvini non ha mai nascosto le sue convinzioni su immigrati e campi rom. Se la prende con il buonismo, con l’ipocrisia, con quelli che guadagnano dalla (finta) solidarietà. Onorevole Salvini, dice spesso che lei chiuderebbe i campi rom. Come? «Lo dico e si può fare. In Italia ci sono 40 mila rom. Se fossi al governo, darei loro sei mesi di tempo per cominciare a vivere come fanno gli italiani. Chiuderei i campi e i nomadi dovrebbero trovarsi un lavoro, affittare una casa e pagare le bollette. Non sono mica cose strane, come pensa qualcuno». Perché nessuno l’ha mai proposto? «Perché c’è troppa ipocrisia. Ho letto siti internet e giornali che parlano di "incidente stradale" per definire quello che è accaduto a Roma. Tutta colpa della finta tolleranza e, soprattutto, della vera convenienza che hanno in molti, visto che ormai l’assistenza ai rom è diventata un business. Purtroppo in Italia c’è sempre bisogno del morto per cominciare a muoversi». Ha colpe anche l’Europa? «Certo. Ogni mese Strasburgo si occupa dei nomadi. Lo fa per stanziare fondi a favore della loro cultura e per altre iniziative. Non solo. Il Consiglio d’Europa ha sospeso gli sgomberi dei campi rom a Torino. Mi piacerebbe che i 40 mila nomadi che stanno da noi si trasferissero tra Bruxelles e Strasburgo. L’Ue è complice di questa vergogna». Il Comune di Roma spende 25 milioni di euro all’anno per i nomadi... «È una follia. Le persone perbene si integrano, lavorano, mandano i figli a scuola. Se poi il ringraziamento è quello che è successo a Roma, allora dobbiamo cambiare subito». Cosa risponde a chi dice che lei è razzista? «Sono dei poveretti. Dovrebbero aprire il vocabolario. Io non sono razzista, non mi sento superiore a un rom, a un canadese o a un argentino. Io voglio parità di diritti. Razzista è l’accusa che usano gli ignoranti». Visiterà i campi nomadi della Capitale? «Me lo hanno chiesto tanti cittadini, ci andrò, anche in via riservata. Di certo dopo le elezioni regionali per evitare di infuocare gli animi. Se andassi a visitarli adesso direbbero che voglio soltanto provocare». Ieri Il Tempo ha riportato la storia del signor Merlini. Sua figlia è stata uccisa da un pirata della strada. Dopo sette anni è stato fatto solo il primo grado e i tre imputati sono ancora liberi... «È pazzesco. La settimana scorsa a Genova un senegalese ha ficcato un cacciavite nel petto di un carabiniere, è stato in carcere un giorno. È evidente che c’è qualcosa che non funziona. Basta sconti di pena, indulti, svuotacarceri». Sembra che in Italia siamo più garantisti con i colpevoli di reati che con le vittime. «Questa è una certezza. Antonio Monella è un piccolo imprenditore bergamasco. È in carcere perché è stato condannato a 6 anni e 2 mesi di reclusione per aver ucciso un ladro albanese che era entrato a casa sua. In tanti casi, come quello della ragazzina uccisa a Fiumicino, si aspetta ancora giustizia». È stanco di ricevere accuse e insulti? «Intanto ho cominciato a querelare qualcuno, come quello che mi ha paragonato a Hitler. Per il resto, le offese mi scivolano addosso». In compenso tanti cittadini mostrano di condividere le sue idee... «Sono contento di dargli voce. Faccio l’ariete volentieri». In questi giorni il sindaco di Roma, Marino, è in America. Che ne pensa della sua amministrazione? «Ma ci rimanesse in America! Anzi, chiediamo formalmente agli Stati Uniti di trattenere questo cervello e per il Campidoglio estraiamo a sorte tra i romani. Chiunque farebbe meglio di lui».
"Chiudiamo i campi Si può fare in sei mesi"
Salvini a Il Tempo: "Paghino case e le bollette. Il sindaco Marino? Meglio se rimane in America" LEGGI ANCHE E i radical chic chiedono i danni al leghista
