Tra i primi argomenti discussi l’identikit di quello che potrà essere il nuovo leader che sostituirà il Cavaliere alla guida del futuro partito dei Moderati. Il Cav è partito subito con una battuta: «Come Renzi, che tra l'altro viene dalla gioventù democristiana, è inopinatamente spuntato da sotto un cavolo, spero che spunti un leader che dia fiducia e responsabilità ai moderati». Poi è diventato più serio quando ha escluso che il prossimo «mister X» del centrodestra possa essere una donna della sua famiglia: «Ho sempre dato ai miei figli la massima libertà, ma veramente dopo il male che ho subito in questi 21 anni di politica, come padre farei un atto d'imperio per impedire loro di fare politica». Qualcuno, comunque, andrà trovato perché il leader di Forza Italia ha escluso di ricandidarsi alle prossime elezioni. «Sono convinto che in Parlamento non ci sia la possibilità di votare prima del 2018 – ha spiegato – e comunque non penso assolutamente di essere candidabile». Anche se più volte il Cavaliere ha ripetuto di essere convinto che alla fine la Corte di Strasburgo invaliderà la sentenza a suo carico. Berlusconi però non ha spiegato come avverrà la scelta del prossimo leader. Però, per la prima volta, ha avuto un «ripensamento» sulle primarie. A patto però che «il Parlamento intervenga per disciplinarle: se ci fossero regole su primarie controllate, potrebbero anche andare bene». «Comunque – ha concluso – il nome lo decideranno gli italiani che fanno parte dell'unione moderata». Quella futura coalizione del centrodestra che, ha rilanciato il Cav, «sento il dovere con la mia esperienza di essere propugnatore di questa maggioranza dei moderati per togliere gli italiani dall'oppressione». Sperando che alla fine ci sia anche il leader leghista: «Io penso che Salvini ci debba essere e spero che ci sia. Credo che i leader della destra debbano rinunciare a parte della loro ambizione per ritrovarsi in un'area dei moderati che sono maggioranza numerica ma che non contano». E poco importa se la Lega alle prossime elezioni rischia di prendere più voti di Forza Italia: «Non succede niente – ha replicato tranquillo Berlusconi – il mio progetto va oltre l'immediato e ha come traguardo di dare ai moderati italiani la consapevolezza del ruolo che devono esercitare nel Paese». Nei confronti del premier Berlusconi ha usato più il fioretto della sciabola, anche se ha escluso qualsiasi possibilità di un ritorno al patto del Nazareno: «Non era un contratto fatto di punti da seguire – ha raccontato – Renzi poi ci impose 17 modifiche per noi indigeste e indigeribili. Ma per amore noi continuammo e accettammo quelle riforme. Eravamo in allerta e poi ha scelto il Capo dello stato tutto da solo, così abbiamo capito che voleva fare le cose tutte per sè». «Da gennaio – ha aggiunto – non ho più sentito Renzi ma la simpatia personale non è venuta meno». Poi Berlusconi ha affrontato il capitolo «amici» e «nemici». Primo pensiero per Denis Verdini: «Con lui ho sempre avuto un rapporto leale e affettuoso. Non credo alle voci che circolano». Velenose, invece, le frecciate all’ex delfino Angelino Alfano – «Vedi Bruno come in un attimo ti levano la poltrona. Chiedi ad Alfano come si fa a conservarla» – e al premier: «Una volta ho sentito dire che Renzi aveva come obiettivo di diventare un nuovo Mike Bongiorno. Sarebbe stato molto bravo». E con il presidente Mattarella i rapporti come sono, gli ha chiesto Bruno Vespa. «Normali – ha risposto Berlusconi –. Vengo invitato alle cerimonie e agli avvenimenti in Quirinale. Ho già ricevuto quello per il 2 Giugno e penso che andrò al ricevimento». Spazio anche al Berlusconi presidente del Milan. Con un piccolo annuncio a sorpresa: «Io certamente potrei allenare una squadra di calcio portandola ai massimi vertici e non escludo che un giorno lo faccia». E l’annunciato arrivo di Carlo Ancelotti? «Se deciderà di tornare al Milan, ci lega un grande passato, stima e affetto personale». Infine momento di imbarazzo nello studio di Porta a Porta quando il leader di Forza Italia, parlando della disoccupazione, riferendosi a Bruno Vespa si è lasciato scappare un «parlavamo prima con il dottor Fede...», confondendo il conduttore della trasmissione con l'ex direttore del Tg4. Vespa si è messo le mani sul viso ed ha esclamato: «Oddio...». Poi però ha aggiunto: «La perdono...». E Berlusconi è riuscito a rimediare con una battuta: «Vedete: è l'effetto della vecchiaia...».
"Salvini faccia con me il partito dei Moderati"
Regionali: "Non importa se prenderà più voti. Il mio progetto va oltre il traguardo immediato"
