A lle pedonalizzazioni improbabili e alle piste ciclabili, oltre ai vertiginosi aumenti (bocciati dal Tar) su permessi auto e strisce blu, non è corrisposta una riorganizzazione del trasporto veicolare necessaria a supportare il gigantesco flusso pendolare e turistico. Molte linee sono state tagliate, i bus sono stracolmi al contrario di altri perennemente vuoti, il raccordo ferroviario è un disastro, le vecchie metro crollano a pezzi, le nuove sono sott'inchiesta. Al povero romano non resta che il mezzo privato, a cui il Campidoglio ha però dichiarato guerra. Il Censis ha disegnato una città d'inferno: quasi un'ora di autobus per percorrere 10 chilometri nelle ore di punta, poche corsie preferenziali, inquinamento record acustico e ambientale, lavori perennemente in corso, strade sfasciate e dunque 16mila incidenti l'anno, con 20mila feriti e un morto ogni due giorni. A leggere il rapporto vien voglia di scappare subito da Roma. Desistiamo er il rischio di restare imbottigliati sotto casa.
Romani attaccati al tram
Alle pedonalizzazioni improbabili e alle piste ciclabili, oltre ai vertiginosi aumenti (bocciati dal Tar) su permessi auto e strisce blu, non è corrisposta una riorganizzazione del trasporto...