Politica

Due milioni e mezzo di veicoli La città ostaggio dei mezzi privati

L’auto di proprietà da status simbol è diventata un’appendice insieme croce e delizia

A Roma la concentrazione dei mezzi privati è paralizzante. Si tratta di un enorme parco circolante (2,5 milioni di veicoli, di cui 1,9 di automobili) che corrisponde a un tasso di motorizzazione elevatissimo (856 veicoli ogni 1.000 abitanti), che non ha eguali tra le grandi capitali europee. Tanto per fare due esempi va sottolineato che a Parigi il tasso di motorizzazione è pari a 415 veicoli ogni 1.000 abitanti. A Londra scende addirittura a 398. Bisognerebbe fare tesoro delle politiche che queste due metropoli europee hanno adottato nel corso dei decenni per scoraggiare il traffico privato. Senza nascondersi dietro l’alibi che a Parigi e Londra le linee metropolitane raggiungono capillarmente tutti le zone anche quelle più periferiche e i sobborghi. Da noi, invece, l’auto di proprietà da status simbol è diventata un’appendice insieme croce e delizia. Vista la mole di auto circolanti il tempo medio di spostamento di chi viaggia in auto nella Capitale, nelle ore di punta del mattino, si attesta sui 45 minuti a causa della congestione del sistema viario (e anche di una segnalatica in cui, spesso, i sensi unici e i divieti di traffico sembrano essere stati messi a casaccio). In una città congestionata e con una rete stradale malmessa come quella romana, gli impatti negativi non riguardano solo il tempo perso nel traffico ma anche l'inquinamento e il rumore. Senza contare naturalmente anche i sinistri. Sono circa 16.000 gli incidenti stradali annui, con oltre 20.000 feriti e circa 150 vittime. Una tragedia che in termini complessivi ha un costo sociale stimato in 1,3 miliardi di euro, cioè quasi 500 euro a testa all'anno.

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