Politica

«Silvio un grande? Ma se non ha combinato niente»

Antonio Angelia.angeli@iltempo.it «La Liguria non è il laboratorio della politica nazionale, è una sfida nazionale. Noi discutiamo del governo della regione: è l’ora di farla finita di trasformare...

«La Liguria non è il laboratorio della politica nazionale, è una sfida nazionale. Noi discutiamo del governo della regione: è l’ora di farla finita di trasformare le elezioni in uno scontro per i giochi politici romani»: il premier Matteo Renzi afferma questo principio e intanto dà un «colpo al cerchio e uno alla botte», con un occhio timoroso ai possibili risultati. Il giorno dopo il pronostico del 4 a3 afferma che Berlusconi, nei suoi tanti anni di governo non ha combinato un gran ché, però è un grande comunicatore. E ancora: il vero pericolo è il «bertinottismo» che spalanca le porte alla destra. Il premier ieri è stato prima al cimitero americano dei Falciani di Impruneta - San Casciano Val di Pesa (Firenze), per il Memorial Day statunitense e poi in Liguria, per sostenere la candidata Raffaella Paita. «Berlusconi lo considero un grandissimo professionista della comunicazione - ha detto Renzi riferendosi all’intervista da Fazio - lo abbiamo visto, performance straordinaria. Quelli che lo criticano con la puzza sotto il naso, non si rendono conto di come sia tenace e pugnace combattente, Certo, politicamente i risultati dovrebbero parlare per lui». E poi la bordata: «Berlusconi è quello che, nella graduatoria dei leader italiani, è stato di più a Palazzo Chigi... 3300 giorni». La domanda è: «che cosa ha fatto? Lo rispetto, grande umanità, ma credo abbia fallito» e che ora «tocchi a una nuova generazione». Poi sulla Rai: «La riforma bisognerebbe farla entro entro luglio, se vogliamo cambiare la governance, altrimenti andremo al rinnovo con la Gasparri. La riforma deve avere attenzione per le emittenti locali, questo è un punto chiave e vale per tutta l’Italia». E anche sull’Europa: «Il vento della Grecia, il vento della Spagna, il vento della Polonia non soffiano nella stessa direzione, soffiano in direzione opposta, ma tutti questi venti dicono che l’Europa deve cambiare e io spero che l’Italia potrà portare forte la voce per il cambiamento dell’Europa nelle prossime settimane e nei prossimi mesi». A San Casciano un omaggio ai soldati americani caduti durante la seconda Guerra Mondiale. «Ci ricordano la lotta per la giustizia» e per l’affermazione dei nostri valori, «valori che ci uniscono». Siparietto finale, al termine della cerimonia, con Linda Douglass, moglie dell'Ambasciatore americano in Italia, John R. Phillips. La signora gli si è avvicinata e ha detto a Renzi: «Il tuo inglese è molto migliorato», riferendosi all’intervento del premier. Renzi, sorridendo, le ha risposto: «Anche perché peggiorare era difficile».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.