«Se noi dovessimo vincere in Veneto, Campania, Liguria e Umbria questo signore va a casa»: ha promesso ieri Silvio Berlusconi, parlando ad Assisi e riferendosi, chiaramente, al governo Renzi. «Non le elezioni - ha spiegato - non noi, ma i suoi amici di sinistra all’interno del Partito democratico lo manderebbero a casa. Ce ne sarebbe un gran bisogno». E ancora: «Queste elezioni regionali sono importanti, non hanno un valore solo regionale», ha detto al comizio elettorale a sostegno di Claudio Ricci. «Voi - ha aggiunto Berlusconi - siete da quasi 50 anni sotto una guida che esercita un potere soffocante, credo che un’alternanza ci voglia perché scopa nuova scopa bene. E guardate che non c’è nessuna intenzione di ricordare il bunga bunga». «Nel 2000 - ha detto ancora - circumnavigammo l’Italia su una nave che chiamammo "nave della libertà". Il risultato fu una grande vittoria di noi moderati e chi si era insediato a palazzo Chigi senza democrazia, ma con un gioco di palazzo, il signor D’Alema, fu costretta a sloggiare. Io - ha aggiunto Berlusconi - memore di quella situazione, credo che debba trovare il tempo di andare, se mi sarà concesso, dentro la basilica per pregare San Francesco: fa, o Santo caro, che quel miracolo si ripeta». Il Cav è apparso in grandissima forma, come l’altra sera da Fazio, dove ha fatto realizzare a «Che tempo che fa» un picco di ascolti. Il senatore di FI Francesco Giro ha spiegato: «È boom clamoroso di ascolti con Berlusconi. Oltre tre milioni di telespettatori, un milione in più rispetto alla media della trasmissione con punte anche superiori nel corso dell'intervista e uno share del 13,2, un punto in più rispetto allo share ottenuto sempre da Renzi ma nella puntata di esordio (molto pubblicizzata) della trasmissione di Fazio». E in tema di Europa per Silvio Berlusconi il punto non è l’euro in sé, ma l’Unione europea. In una intervista al Giornale dell’Umbria, il leader di Forza Italia ha puntato il dito contro l’aristocrazia di Bruxelles, accusando apertamente tutti gli euroburocrati di non fare le leggi per gli europei, ma contro. Leggi che rendono la moneta unica un peso che affossa il sistema economico anziché rilanciarlo. Tanto che discutere sul dentro e fuori all'euro, per il Cavaliere, è un «falso problema». «Il ritorno alla lira sarà inevitabile, che lo si voglia o no - spiega Berlusconi - se l’Europa continuerà ad agire come ha fatto in questi anni di crisi, ponendo regole e comportamenti che hanno aggravato la situazione di paesi come l’Italia». Per il leader di Forza Italia, «l’euro è un’idea giusta, nata e gestita in modo sbagliato».
«Quattro vittorie e mandiamo a casa il premier»
«Se noi dovessimo vincere in Veneto, Campania, Liguria e Umbria questo signore va a casa»: ha promesso ieri Silvio Berlusconi, parlando ad Assisi e riferendosi, chiaramente, al governo Renzi. «Non...
