Politica

Mps, Fondazione al bivio

Parte oggi l’aumento di capitale da 3 miliardi del Monte dei Paschi di Siena. E, mentre è in corso una stretta vigilanza della Consob, impegnata a garantire trasparenza e a far rispettare il divieto...

Parte oggi l’aumento di capitale da 3 miliardi del Monte dei Paschi di Siena. E, mentre è in corso una stretta vigilanza della Consob, impegnata a garantire trasparenza e a far rispettare il divieto di vendite allo scoperto, i riflettori sono puntati sulla scelta della Fondazione, chiamata a decidere se aderire o meno all'operazione. C'è il massimo riserbo e, a livello ufficiale, valgono le parole del presidente Marcello Clarich, che ha fissato a martedì la dead line per prendere una decisione. Secondo indiscrezioni sembra difficile un taglio netto con la banca, perché questo vorrebbe dire non sottoscrivere la ricapitalizzazione, con la quota che scenderebbe allo 0,2%, mentre sembra plausibile che l'Ente possa optare almeno per una partecipazione parziale, che consenta di avere ancora voce in capitolo nelle scelte strategiche di Rocca Salimbeni. Le caratteristiche dell'aumento di capitale, che offrirà 2,5 miliardi di azioni, dieci per ogni vecchia azione Mps, al prezzo di 1,17 euro, con uno sconto del 38,9%, rendono l'operazione particolarmente sensibile ai fini della vigilanza. Tanto che la Consob è ricorsa a un avvertimento preventivo. Il presidente Vegas, ha già detto che «sarà monitorato attentamente l'andamento sul mercato delle azioni Banca Mps durante il periodo d'offerta, con particolare riferimento al rispetto delle misure in tema di vendite allo scoperto». L'aumento di capitale promosso da Mps, ha sottolineato, «presenta caratteristiche di forte diluizione» e tale circostanza «determina il rischio che durante il periodo di offerta in opzione delle nuove azioni si verifichino anomalie di prezzo, consistenti in una sopravvalutazione del prezzo di mercato delle azioni rispetto al loro valore teorico». L’aumento di capitale serve anche ad inaugurare una nuova stagione del risiko bancario che vede in pole position proprio la banca senese. «Penso che occorra un partner che aiuti a creare valore, sinergie, e va visto in concreto. Non è che sembra esserci un numero alto di pretendenti. In ogni caso con l'aumento di capitale la banca ci rafforza. Non c'è più bisogno di andare a chiedere un cavaliere bianco» ha detto il numero uno della Fondazione Marcello Clarich. «Bisogna presentarsi senza fretta avendo già migliorato ulteriormente i fondamentali della banca e andare con i tempi giusti senza l'angoscia o l'urgenza di una scadenza». Clarich ha sottolineato l’importanza che nelle aggregazioni «si creino delle sinergie e opportunità di ridurre i costi, evitando duplicazioni. In ogni caso, sono tutte cose da verificare. Poi sono decisioni della banca e degli azionisti che avranno voce in capitolo».

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