Dopo 797 giorni di iter parlamentare, il disegno di legge anticorruzione è diventato legge. Ma il voto della Camera arrivato giovedì non fa cessare le polemiche. Anzi. Se la maggioranza di governo rivendica la bontà del testo - approvato con 280 voti favorevoli di Pd, Area Popolare, Sel e alternativa libera - il centrodestra parla di un provvedimento che non avrà effetti concreti nella prevenzione dei reati contro la pubblica amministrazione. I più critici sono i parlamentari di Forza Italia, che infatti ieri l’altro a Montecitorio ha votato contro. Anche dal MoVimento 5 Stelle non mancano le polemiche. Nel dibattito interviene Silvio Berlusconi in persona. «Sono da sempre del parere che non è aumentando la pena che si può diminuire la possibilità di attuazione di un reato - dice il leader di FI a Napoli per sostenere il governatore uscente Stefano Caldoro - Credo che per le persone integerrime e oneste non ci sia nessuna differenza. Chi è onesto, lavora sempre senza pensare alla possibilità di essere condannato per cose che non ha in animo di fare». La replica di Matteo Renzi non si fa attendere. «Questo governo non prende lezioni sulla legalità da nessuno - dice il premier, anche lui come il Cav in Campania, a Salerno, per sostenere la campagna elettorale del candidato presidente Vincenzo De Luca - Con la legge anticorruzione abbiamo reintrodotto il reato di falso in bilancio, che era stato tolto da altri». La dialettica politica, insomma, resta accesa. Sui punti più delicati del testo Pd e FI restano su posizioni opposte. Abbiamo chiesto al capogruppo Dem in commissione Giustizia Walter Verini e all’ex guardasigilli dell’ultimo governo Berlusconi Francesco Nitto Palma di commentare la riforma.
Sull’anticorruzione scintille tra Pd e FI
Berlusconi contesta: non servirà a nulla. Renzi: "Non accetto lezioni". Ecco i pareri (opposti) del Dem Verini e dell’ex guardasigilli Nitto Palma
