Il presidente della provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher chieda scusa agli italiani e domani esponga il tricolore, simbolo dello Stato di cui fa parte la terra che governa, nel centesimo anniversario dall'entrata in guerra dell'Italia, era il 24 maggio 1915. Il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli non la esponga a mezz'asta ma la spinga sino in cima, lui, del Pd, ricandidato con una coalizione di centrosinistra, appoggiata pure dalla Svp (il partito sudtirolese con il nome tedesco). Domenica c'è il ballottaggio e qualche «tedesco» potrebbe non gradire ma come direbbe Totò, «siamo italiani o candidati? Spagnolli, ci faccia il piacere!». E tu, presidente Matteo Renzi, tira le orecchie a entrambi, all'Arno sbagliato e al candidato del tuo partito. Ché l'Italia la I Guerra Mondiale l'ha vinta, pagando con centinaia di migliaia di morti la libertà, nazione più giovane tra quelle europee, di stare alla pari con gli altri Stati, compreso il fu Impero austroungarico (certo non un modello di democrazia). E all'Arno di Bolzano rammenta che di privilegi, lassù, ne han già tanti. Troppi. Non diamogli pure quello di non esporre il tricolore.
A Bolzano non sono italiani, ma candidati
Nessun tricolore per il centenario della I Guerra Mondiale
