Politica

La carica dei pensionati intoccabili

Incassano assegni superiori ai contributi versati e sono scampati alle riforme Sono ferrovieri, dipendenti elettrici e telefonici. Trattamento più alto del 30%

Non solo flessibilità in uscita con pensionamenti anticipati penalizzati però nell’importo. Tra le varie ipotesi sul tappeto c’è anche quella di intervenire sui quei trattamenti calcolati con il più generoso metodo retributivo. Si tratta di quelle pensioni che sono superiori ai contributi versati proprio perchè a suo tempo furano prese a riferimento le ultime retribuzioni. Il presidente dell’Inps Boeri ha sollevato il problema scatenando un vespaio di polemiche e anche una certa irritazione da parte del governo che vorrebbe occuparsi del tema senza alcuna interferenza. Boeri però ha annunciato che entro la fine di giugno presenterà «una riforma organica di assistenza e previdenza», che sarà in grado di «autosostenersi». Sarà un progetto «chiavi in mano, che il governo potrà attuare immediatamente». Nessuna indiscrezione è finora trapelata su questo progetto ma più volte il presidente ha insistito sul tema di quelle categorie che hanno trattamenti non commisurati a quanto hanno versato. Si tratta dei ferrovieri, dei telefonici e degli elettrici. Cominciamo dai ferrovieri. Quelli che sono andati in pensione tra il 2000 e il 2014 hanno incassato assegni superiori di almeno il 20% rispetto a quello che avrebbero avuto con il sistema contributivo. Il Fondo speciale delle ferrovie, costituito nel 1908, è confluito nell’Inps nel 2000 già in rosso. Gli iscritti sono in diminuzione perché sono limitati a quelli assunti prima del 2000, a quelli della holding delle Fs assunti anche successivamente e agli ex dipendenti Fs trasferiti in altre amministrazioni che hanno optato per restare nel fondo speciale. In particolare il 36% delle pensioni liquidate dopo il 2000 ha un importo tra il 20% e il 30% superiore, il 19% è superiore tra il 30% e il 40%. Mentre l’8% ha importi superiori a quelli del contributivo del 40%. Solo il 2% ha importi inferiori di più del 10% rispetto a quanto avrebbe ottenuto con il metodo contributivo. Stesso gap tra versamenti e pensioni per i telefonici. Le regole per il pensionamento dei lavoratori telefonici sono state fino al 1992 più generose di quelle degli altri dipendenti con un'aliquota di rendimento del 2,5% (a fronte del 2% degli altri dipendenti). Il 32% degli importi è più favorevole di oltre il 30% (e quindi se si applicasse il ricalcolo andrebbe ridotta di almeno il 30%) mentre il 55% è superiore a quanto si sarebbe percepito applicando il calcolo contributivo di un valore tra il 20% e il 30%. Infine gli elettrici. Quelli che erano iscritti al Fondo elettrici, soppresso nel 2000, sono confluiti come i precedenti nel Fondo lavoratori dipendenti ma hanno conservato le regole che avevano prima. Risultato: 9 pensioni su dieci sono più alte dei contributi versati. Intanto il ministro Padoan ha fornito altri chiarimenti sulla restituzione della perequazione dopo la sentenza della Consulta. Per il 2012-13 il decreto pensioni riconosce «la rivalutazione del 40%» per gli assegni tra 3 e 4 volte il minimo, del 20% per quelli tra 4 e 5 volte il minimo e del 10% per quelli tra 5 e 6 volte il minimo. Per il 2014-15 sarà rimborsato «il 20%» di quanto previsto per il biennio precedente.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.