Politica

Via libera della Camera alla "buona scuola" di Renzi

Via libera con 316 sì, 137 no e un astenuto. Ora il testo passa al Senato. La protesta continua, il Garante: "Nessun blocco degli scrutini" GUARDA LA DIRETTA LEGGI ANCHE Il primo risultato del ddl Scuola

La "buona scuola" di Matteo Renzi passa l'esame della Camera. Con 316 sì, 137 no e un astenuto, l'Aula della Camera ha infatti approvato il ddl di riforma. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. Ma le polemiche non accennano a fermarsi. In piazza Montecitorio sindacati, insegnanti e studenti hanno proseguito il sit-in di protesta contro il ddl. A spaventare, però, è soprattutto il blocco degli scrutini minacciato dagli insegnanti.   Garante: "Nessun blocco degli scrutini". L'Autorità di garanzia per gli scioperi ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, da effettuarsi successivamente alla chiusura delle scuole. I predetti sindacati, conformandosi a quanto già dichiarato dall'Autorità, con riferimento all'articolo 3, lettera g, dall'Accordo sulla scuola del 1999, hanno esplicitamente escluso ogni forma di blocco degli scrutini per i cicli terminali del percorso scolastico (esami di terza media, maturità, abilitazioni professionali). In ordine alle astensioni dagli scrutini delle classi intermedie, l'Autorità di garanzia si riserva di decidere nei prossimi giorni, poichè sta valutando complessivamente le proclamazioni di sciopero, che stanno via via pervenendo, allo scopo di evitare che l'attuazione delle astensioni, possa produrre, in concreto, una violazione della normativa   Renzi: "Blocco scrutini? Sarebbe errore clamoroso" - Il blocco degli scrutini? "Se vorranno farlo hanno tutto il diritto di farlo, ma sarebbe un errore clamoroso perché va contro i ragazzi e le famiglie". Lo afferma il premier Matteo Renzi a Rtl sottolineando: "Il punto è: possiamo dire che l'Italia è di tutti e non solo dei sindacati? Si, possiamo dirlo". E poi continua dicendo che sulla scuola non si è comportato come per l'Italicum: "Sul tema della scuola non ho fatto come sulla legge elettorale, "prendere o lasciare", ma ho detto parliamone insieme e comunque ci saranno più soldi per scuola, meno precari e più qualità, quindi i risultati li portiamo a casa". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, intervenendo su Rtl. "Sulla scuola - ha continuato - ciascuno ha la sua idea, come sulla nazionale di calcio, l'importante è il principio che agli insegnati bravi diamo più soldi, a quelli che ti fanno amare persino la matematica bisognerà dare più attenzione e prestigio".

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