C’era una volta il filosofo Voltaire, con quella sua frase laica e liberale, citata in passato da quasi tutti i politici italiani, «disapprovo quel che dite ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo». C’era, perché da quando nelle piazze italiane - è accaduto sabato a Massa ed a Viareggio - il leader della Lega Matteo Salvini è braccato e inseguito da contestatori e teppisti (con lancio di oggetti vari), della citazione di Voltaire nemmeno l’ombra. Dopo gli scontri ai comizi del leader leghista in Toscana, il Presidente della Regione, Enrico Rossi, del Pd, ricandidato alle elezioni regionali, ha detto a «Repubblica»: «Salvini non sta facendo campagna elettorale. Lui violenta la Toscana, la aggredisce, è un professionista della paura, provoca tensioni ovunque vada». Alla faccia di Voltaire: gli tirano gli oggetti e sarebbe il leader leghista il provocatore? Non convince. Anche per questo abbiamo deciso di vederlo da vicino, per un’intervista, quel «cattivone» di Matteo Salvini. Il leader della destra italiana, perché questo è ormai l’erede di Bossi, non ne può più dell’ipocrisia della politica che segue ad ogni tentativo di zittirlo più con le cattive più che con le buone. È stanco del giustificazionismo dilagante nei confronti di chi utilizza pietre e bastoni per impedirgli di parlare. È stufo dei centri sociali che in nome dell’antifascismo legittimano ogni squadristica iniziativa finalizzata a non fargli esprimere le proprie idee. È snervato da cotanto odio che lo porta a muoversi accerchiato da decine di poliziotti che vorrebbe veder impiegati altrove. Il botta e risposta con Il Tempo. nasce dalle parole del Governatore Rossi a commento dei comizi di Salvini in Toscana? Il democratico Rossi dice: «A mio padre una volta i fascisti dissero di "andare a letto", lui "vorrebbe mandarmi a casa. Ma a me Salvini a casa non mi manda"». Salvini, l’accusano di essere fascista, cosa risponde? «Rispondo che mi fanno pena quelli che scomodano i fascisti, i partigiani, i nazisti. Quelli che ieri, dopo i fatti drammatici di Parigi, erano tutti "Je suis Charlie" e poi se uno viene preso a sassate allora se l’è andata a cercare. Il signor Enrico Rossi, governatore della Toscana, ha paura di andare a casa dopo 45 anni che in quella regione governano sempre i soliti della sinistra». Come si sente a subire contestazioni violente, come le è accaduto in Toscana? «I contestatori non mi fanno paura. Ed io invece di diminuire i miei comizi, li raddoppierò. Raddoppierò i miei incontri in pubblico per dire agli italiani le mie proposte politiche. Le dico anche che i centri sociali, mi riferisco a quelli più violenti ed a quelli abusivi, dovrebbero essere sgomberati e chiusi. Da lì spesso partono gli sfasciavetrine. Alcuni di questi centri sociali, poi, usufruiscono pure di danaro pubblico. È noto ed è arrivato il tempo di dire basta». Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha detto che lei «è in profonda malafede» e che con le sue polemiche sulla sicurezza cercherebbe «un di più di esposizione». Cosa replica ad Alfano? «Ad Alfano non rispondo. Vede, al nulla non si può rispondere. Lui andrà a casa presto ed allora, finalmente, la polizia di Stato, tornerà a respirare ed a lavorare». In che senso tornerà a respirare e lavorare? «Oggi c’è una cattiva gestione delle forze dell’ordine, non solo per le responsabilità del ministro dell’Interno Alfano ma anche del Capo della Polizia Pansa. Un disordine pubblico come quello di adesso io francamente non me lo ricordo da tempo. Ogni giorno incontro poliziotti e forze dell’ordine, persone serie che lavorano e vogliono difendere le persone perbene dai violenti, proteggere chi parla per esprimere il proprio pensiero e le proprie idee da chi gli tira oggetti e pietre per tentare di impedirglielo. Dobbiamo farle respirare e lavorare le forze dell'ordine». Domenica 24 maggio, a Roma, per la prima volta i comitati di quartiere scenderanno in piazza contro il sindaco Marino e contro i Rom. Lei sarà con loro a manifestare? «Il 24 maggio sarò in Veneto, sul Piave, perché sarà il centesimo anniversario del "non passa lo straniero", canto dell’Italia nella Prima Guerra mondiale. Accadeva un secolo fa. Oggi invece in Italia entrano tutti, a fiotte, gli stranieri. Noi abbiamo deciso di manifestare in un luogo simbolico per dire basta. Certo, idealmente, col cuore, sarò con i cittadini romani dei comitati di quartiere, delle periferie, che a Roma manifesteranno per dire anche loro "non passi lo straniero"». Passiamo al capitolo pensioni. Ieri, ospite nell’Arena di Massimo Giletti, su Rai Uno, il premier Renzi ha detto che il Governo il 1 agosto restituirà 500 euro a circa 4 milioni di pensionati e che saranno escluse dalla restituzione le pensioni da oltre 3 mila euro al mese. Cosa pensa di questo annuncio? «È un Presidente del Consiglio fuorilegge, non eletto dai cittadini: deve capire che ai pensionati deve restituire tutto e subito, non un pochino, andandolo ad annunciare in televisione». Cosa pensa dell'informazione in Italia e della televisione pubblica? «Abbiamo l'informazione più asservita d’Europa e la Rai, non da oggi per la verità, è un servizio pubblico di Governo. Ma a Renzi non basta controllare il 90% della tv pubblica, essendo arrogante, lui vuole il 100%. Ecco allora che propone la riforma Rai. Lascio ai singoli giornalisti ed alla loro etica ed indipendenza la libertà di dire no all’esser servili. Mi spiego: Massimo Giletti è un bravo professionista. Non c'è l’ho con lui ma con Matteo Renzi che ama farsi intervistare da solo in televisione. Io quando vado da Giletti, come in diversi altri programmi e talk, mi confronto sempre con altri. Voglio sfidarlo nuovamente. Renzi ti sfido ad un duello in televisione. Un faccia a faccia su tutti i temi sul tavolo in questo momento: tasse, immigrazione, scuola, lavoro e pensioni. Renzi, accetti?». Tema immigrazione. Come giudica le misure prese dall’Unione europea per fronteggiare l’emergenza e cosa pensa delle politiche messe in campo fino a questo momento dal Governo italiano? «Oggi (ndr, ieri per chi legge) sono stato a Ventimiglia, in Liguria, al confine con la Francia. Beh, voglio dirle che la Francia negli ultimi giorni ha respinto oltre mille immigrati che si erano presentati alla frontiera rispedendoli in Italia. La Francia fa il suo lavoro, l’Austria anche. Non è solo l’Europa - che è un disastro - il problema. Ma lo è anche l’incapacità del Governo italiano di adottare politiche serie sul tema immigrazione. La Francia e gli altri paesi fanno i loro interessi nazionali, noi no. Perché noi non possiamo rispedire indietro gli immigrati irregolari che varcano le nostre frontiere, come fanno i francesi o gli austriaci?». Chiudiamo con un pronostico sulle prossime regionali. Renzi ha previsto un 6 a 1 (per il Partito Democratico), lei cosa dice? «Dico che i pronostici li lascio al presidente del Consiglio, lui si diverte così. Io per adesso mi godo la paura folle che hanno quelli del Partito democratico di perdere. Vedere la loro paura per me è una grande emozione».
Salvini: "Ora basta, chiudiamo i centri sociali"
Il leader leghista a Il Tempo: "Ovunque vado violenze folli. Non ho paura, raddoppierò i comizi. Sono vicino ai comitati romani che protestano. Voglio il faccia a faccia in tv con Renzi"
