Rientrato l’allarme per il sito archeologico di Palmira in Siria che rischiava di saltare inaria per mano degli iconoclasti dell’Isis. Il governatore provinciale Talal Barazi ha confermato che i miliziani jihadisti hanno abbandonato le zone settentrionali. E che la zona è passata sotto il controllo dell’esercito siriano. «Stiamo bonificando le strade dalle bombe ma la siatuazione nel centro città e nei sobborghi è buona» ha spiegato. I terroristi dell’Isis avevano occupato la zona di Palmira sabato scorso. L'avanzata dei jihadisti sull'antica stazione carovaniera, poi colonia romana, aveva messo in allarme per il grave pericolo che ciò poteva comportare per il celebre sito archeologico riconosciuto dall'Unesco fin dal 1980. Il bilancio dei combattimenti è pesante: oltre trecento morti. Tra gli uccisi 123 soldati e lealisti siriani, 115 miliziani dell'Isis e 57 civili. Mentre Ramadi, capitale dell’Anbar la più grande provincia dell'Iraq, sarebbe ormai in mano agli jihadisti. E' il bilancio dello scontro, sempre più duro con le milizie dell'Isis. I militanti dello Stato islamico hanno conquistato il Centro di comando delle operazioni provinciali nel centro della città. Fonti locali hanno detto che la città è ormai incapace di contenere l’avanzata dell’Isis. Il primo ministro ha spronato le truppe a non abbandonare le loro postazioni mentre ha chiesto alle milizie sciite alleate dell'Iran di appoggiare l'esercito regolare contro l'avanzata jihadista. L'arrivo delle milizie sciite, che nei mesi scorsi hanno partecipato alla riconquista di un'altra città' sunnita, Tikrit, potrebbe provocare una reazione aggressiva dei clan tribali locali sunniti, che nei giorni scorsi hanno chiesto inutilmente al governo di Baghdad di essere armati per partecipare alla difesa di Ramadi. Infatti la zona in questione è in maggioranza sunnita. Ramadi si trova a circa 70 miglia (112km) a ovest di Baghadad. Muhannad Haimour, il portavoce del governatore provinciale, ha detto che le forze di sicurezza hanno abbandonato le operazioni nella base a nord dell’Eufrate. Ma ha aggiunto «Ramadi non è caduta - ci sono ancora persone che combattono in alcuni quartieri». Il comandante di polizia ha ribadito che le forze governative si sono ricollocate appena fuori città. Venerdì Isis ha preso il comando alla base di Ramadi issando le sue bandiere nere per poi tirarle giù il giorno dopo. Ieri sono avanzati ulteriormente nel quartiere meridionale di Malaab, dopo aver fatto esplodere quattro autobomba condotte da attentatori suicidi che hanno ucciso almeno 15 membri delle forze di sicurezza. Un ufficiale locale ha fatto sapere che sono più di cinquecento le persone rimaste uccise in questi due ultimi giorni durante i combattimenti dentro e fuori Ramadi, compresi poliziotti e civili.La televisione Al Jazeera ha riferito che sono migliaia i civili in fuga da Ramadi. Tornando sul fronte siriano, infine, l’esercito di Assad ha rivendicato l'uccisione di cinque leader dello Stato islamico in un attacco nell'est della Siria. Secondo il corrispondente della tv di Stato nella provincia di Deir al-Zor, i cinque sono un saudita, un turco, un giordano, un ceceno e un iracheno.
Palmira è salva I suoi difensori no
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