Politica

Salvini "linciato" dai centri sociali

A Viareggio la macchina del segretario della Lega accerchiata e presa a calci e pugni. LEGGI ANCHE: Pronta la nuova Lega dei popoli

Resta alta la tensione attorno a Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio, vittima di ripetute aggressioni e intimidazioni, dopo essere stato accolto con sputi e lanci di ortaggi venerdì in Umbria, viene nuovamente contestato, stavolta in Toscana. Ma, questa volta, i manifestanti dei centri sociali non si limitano alle minacce verbali, e arrivano a contatto con la polizia. A Massa i contestatori lanciano l’assalto mentre il leader della Lega sta tenendo un comizio che riesce a fatica a portare a termine. Inevitabile il contatto con la polizia e i conseguenti scontri. Il bilancio dei tafferugli è di due manifestanti feriti: entrambi, portati in ospedale, vengono sottoposti a fermo. L’intervento del leader della Lega è atteso per le 15 in centro, ma prima che inizi i militanti di sinistra cominciano a lanciare a lanciare uova e arance contro il cordone delle forze dell’ordine che li teneva lontani dal luogo della manifestazione. Gli agenti, in un primo momento, riescono a evitare il contatto fisico con i manifestanti. Quando però i centri sociali sfondano il cordone di sicurezza, gli agenti reagiscono e scoppia il finimondo. Da un lato della piazza i tafferugli, dall’altra Salvini che nel frattempo comincia a parlare. Il comizio dura mezz’ora: durante gli scontri il segretario di via Bellerio smette di parlare e sale in macchina prima del previsto per evitare ulteriori incidenti, con i violenti dei centri sociali che continuano a presidiare la piazza. Gravi incidenti più tardi anche a Viareggio, dove l’auto di Salvini viene presa a pugni e a calci dai contestatori che ne attendevano l’arrivo al comizio previsto in Passeggiata a sostegno del candidato sindaco Massimiliano Baldini, sostenuto da alcune liste civiche e dalla Lega Nord. La vettura del leader del Carroccio viene accerchiata non appena Salvini lascia il mercato cittadino di piazza Cavour, dove si era recato in visita a un gazebo della Lega. Tensioni in serata anche a Pisa. Inevitabile la reazione di Salvini che, girando l’Italia in piena campagna elettorale in vista delle regionali e delle amministrative del 31 maggio, è stanco di trovare contestatori violenti in ogni città in cui arriva. «La Toscana perbene non erano quei cento violenti che hanno tirato arance e uova contro la polizia. Questi sono un esiguo numero di balordi che non rappresentano nessuno, se non la contestazione violenta», spiega il segretario. «Se si deve chiamare l’esercito» per difendere gli incontri e i comizi della Lega «è perché ci sono dei violenti, dei disonesti, dei vigliacchi e dei disadattati che usano la violenza per difendere le loro idee che valgono poco», sbotta il segretario. «Non reagiamo con la violenza, ma non staremo lì a farci sputare in testa, siamo tutti adulti...». Poi affronta verbalmente i contestatori: «Non dovete contestare me ma l’Ue che mette a rischio il lavoro. Le pinete sono delle mamme e dei papà, chi fa piangere i bambini non è un rivoluzionario. Dove eravate quando veniva approvata la legge Fornero?». Salvini ribadisce che il governo dovrebbe garantire «la sicurezza dei papà, dei bambini, degli studenti e delle nonne che vengono ai nostri comizi. È una vergogna che nel 2015 con violenza e arroganza ci sia chi decide chi può parlare e chi no. Se non ci pensano Renzi e Alfano, ci difenderemo in maniera educata e decisa, non porgiamo l’altra guancia, la nostra risposta sarà nelle urne». Pronto il contrattacco del ministro dell’Interno e leader Ncd Angelino Alfano: «Salvini cambia idea alla stessa velocità con cui cambia le felpe: non è un interlocutore serio con il quale è facile parlare, mi attacca tutti i giorni in modo monomaniacale. Abbiamo messo in campo tutte le energie possibili per difendere ogni suo intervento pubblico. Non condivido nulla di quello che dice ma farò di tutto per garantire la protezione a lui e a tutti quelli che hanno il sacrosanto diritto di manifestare». Davvero non male: Ncd e Lega in Liguria e Umbria sono alleati e sostengono gli stessi candidati governatori, Toti e Ricci.

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