Politica

"Gli immigrati problema per la sicurezza"

Federica Mogherini lancia un appello all’Onu: "Non possiamo lavorare da soli" LEGGI ANCHE Se i migranti arriveranno in Inghilterra Cameron è pronto a uscire dall'Europa

«La situazione nel Mediterraneo è senza precedenti ed eccezionale», e per questo serve «una risposta eccezionale, immediata e coordinata». Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, ha rilanciato l’appello dell’Italia ieri parlando davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu che si era riunito per discutere l'emergenza immigrazione. Quello del flusso di migranti nel Mediterraneo, ha proseguito Federica Mogherini, «non solo è un'emergenza umanitaria, ma anche una crisi di sicurezza. Non vogliamo e non possiamo lavorare da soli, né possiamo e vogliamo agire contro nessuno, ma in pace con tutti». Un appello rilanciato anche dal presidente della Repubblica che, dalla Spagna dove è in visita ufficiale, ha detto che «l'Europa può assorbire senza traumi» i profughi che sbarcano sulle sue coste. Ma la buona notizia, ha annunciato Federica Mogherini, è che, dopo tanti tentennamenti, l’Unione Europea «è finalmente pronta ad assumersi le sue responsabilità» davanti all'emergenza migranti. Nell'agenda Ue, infatti, non ci si preoccupa solo della redistribuzione delle persone che in qualche modo sono già presenti sul territorio europeo, ma più in generale anche di coloro che non possono vivere in modo sicuro nei propri Paesi, prima che cadano nelle reti criminali dei trafficanti di esseri umani. In questo caso, il termine inglese utilizzato è «resettlement», letteralmente reinsediamento. Per costoro «ci devono essere modi legali e sicuri di raggiungere l'Unione europea». L'Onu ha fissato in proposito un obiettivo di «20 mila posti all'anno fino al 2020» per l'Ue. «Qualche Stato - si legge nella bozza - ha già dato un contributo importante agli sforzi complessivi di reinsediamento, ma altri non offrono niente e in molti casi non stanno dando un contributo alternativo in termini di ricevere e accettare richieste di asilo o di aiuto agli sforzi di altri». Per questo, «entro la fine di maggio la Commissione approverà una raccomandazione in cui si propone uno schema di reinsediamento». La bozza lascia per il momento in sospeso il numero di posti da offrire a livello Ue, ancora in via di negoziato. Anche in questo caso, come in quello della redistribuzione degli immigrati già sbarcati in Europa, i criteri per attribuire le quote ai Paesi terranno conto «degli abitanti, del Pil, della disoccupazione e di quanti ne sono stati accolti in passato». Il nuovo schema sarà finanziato con «50 milioni extra dal bilancio comunitario per il 2015/2016. Se necessario, a questo seguirà una proposta per un approccio legislativo vincolante e obbligatorio oltre il 2016». Inoltre la Commissione Ue metterà a disposizione ulteriori fondi, pari a 60 milioni, per sostenere i Paesi più in prima linea nell'emergenza immigrazione. Tali fondi aggiuntivi, si legge nella bozza della Ue, serviranno, in particolare, «a sostenere il sistema di accoglienza e sanitario dei Paesi sotto una pressione particolare». Inoltre, la Commissione vuole creare un «nuovo approccio "Hotspot", in cui l'ufficio europeo per l'Asilo, Frontex ed Europol lavoreranno sul terreno con i Paesi più esposti per identificare, registrare e prendere le impronte digitale dei migranti in tempi rapidi».

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