«Andassero a fare volontariato»: questa la risposta del leader della Lega, Matteo Salvini, a chi con strilli e proteste cerca di non farlo parlare. Ieri il segretario federale era a Lecce, dove un gruppetto di contestatori lo attendeva davanti all’hotel Tiziano, sede della manifestazione con elettori, curiosi e la candidata alla guida della Regione Puglia, Adriana Poli Bortone. E l’altra notte le vetrine della sede di Noi con Salvini sono state frantumate. «Sono ragazzi che hanno dei problemi - ha detto Matteo - li abbiamo visti anche a Milano. Mi piacerebbe che le mamme e i papà gli insegnassero l’educazione e il rispetto delle idee degli altri». Poi, questa sera, «Bomba o non bomba», come cantava Antonello Venditti, Matteo Salvini arriva a Roma, alle 21 al Teatro Brancaccio, all’Esquilino. Sul palco la conferenza organizzativa del segretario federale assieme ai movimenti che lo sostengono: la lista «Noi con Salvini», rappresentata dal senatore Raffaele Volpi e il movimento «Sovranità», del vicepresidente di CasaPound Simone Di Stefano. L’atmosfera è calda: le contestazioni di pochi lo hanno costantemente seguito accoppiate all’attenzione di molti. La Lega a trazione Salvini ha incessantemente incrementato consensi e simpatie. Questa sera Salvini, come ha già annunciato a Il Tempo, parlerà soprattutto di «lavoro e pensioni». Perché «ci sono sei milioni di pensionati italiani che devono essere risarciti e se lo Stato non dà una risposta da domani occuperemo il Ministero del Tesoro. Poi parleremo di sicurezza e immigrazione, perché noi saremo brutti e cattivi, ma l’Europa alla fine deciderà di fare quello che noi chiediamo da due anni: blocco delle partenze nei porti della Libia, l’affondamento dei barconi, la distribuzione dei profughi nei Paesi d’Europa, l’aiuto ai Paesi africani». Argomento affrontato anche ieri a Lecce: «Io non sono contro i migranti, ma contro gli irregolari: l’immigrazione va regolamentata e qualificata, come avviene agli italiani quando vanno in Australia o in Svizzera. Io penso che la sinistra abbia in atto un progetto di sostituzione dei popoli». In primo piano, nella conferenza di questa sera, ci sarà, naturalmente la Capitale: «Le due emergenze sono lavoro e sicurezza, che vanno di pari passo, perché se non c’è lavoro viene meno anche la sicurezza - ha detto Salvini - E soprattutto in alcuni quartieri che visito la sera, senza telecamere, girando in macchina, c’è tanta gente che ha paura». E ancora: «Roma è la seconda città per comunicazioni e amicizia che ho su Facebook, dopo Milano. E ci sono tutti i quartieri, dal Centro, alla periferia, che segnalano disagi, avanzano richieste, chiedono presenza. Tutta gente normalissima, dal medico al disoccupato. Ogni volta che sono a Roma vengo fermato da persone normali e se qui c’è bisogno della Lega vuol dire che la politica ha fallito. Se tanti romani chiedono a me di candidarmi sindaco di Roma, vuol dire che gli altri sono inguardabili. Quando Marino si dimetterà stapperò una bottiglia: è una calamità non un sindaco». Tutto con un occhio, sempre, alla politica nazionale: «Saranno i cittadini a decidere se sarò io il nuovo leader del centrodestra».
La "bomba" Salvini è arrivata a Roma
Stasera il leader leghista al Brancaccio per parlare del futuro della Capitale: "Se il governo non risarcisce i pensionati domani occupiamo il Ministero"
