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E Renzi va ad omaggiare il fossile del comunismo

Antonio Angelia.angeli@iltempo.it «L’Italia è protagonista di una nuova pagina della Storia», ha detto ieri Matteo Renzi incontrando il vecchio Raul Castro, che fu protagonista, con il fratello...

«L’Italia è protagonista di una nuova pagina della Storia», ha detto ieri Matteo Renzi incontrando il vecchio Raul Castro, che fu protagonista, con il fratello Fidel e Che Guevara, della rivoluzione cubana. Una pagina di Storia è stata scritta, ma certamente non da Matteo Renzi e nemmeno dall’Italia. L’uomo straordinario, nello scongelamento dell’ultimo ghiacciaio rosso, è Papa Francesco il quale ha portato a termine una missione incredibile senza spostarsi di un millimetro. Quelli che si sono spostati, invece, sono stati il presidente Barack Obama, che per tessere rapporti nuovi con l’America Latina darà un calcio all’asfittico sistema delle sanzioni e lui, Raul, brontosauro del comunismo mondiale, che si è affidato al Vaticano per assicurare un futuro migliore alla sua isola. In tutto questo si è infilato, un po’ alla chetichella, Matteo Renzi. «Oggi è il tempo di scrivere una pagina nuova tra Italia e Cuba - ha detto - E io sono convinto che possiamo farlo insieme». Dopo l’incontro con il Santo Padre, ammettendo di poter tornare al cattolicesimo, Raul è andato a stringere la mano al premier-segretario del partito erede del comunismo. «Nel corso delle prossime settimane - ha detto ancora Renzi - lavoreremo insieme. Il viceministro Calenda e il sottosegretario Giro saranno all’Avana. Abbiamo preso degli impegni per lavorare ad alcuni progetti. Ma la sfida più bella riguarda la creazione di un mondo più giusto, che combatta la povertà, gli squilibri e le ingiustizie, e che veda tutti i Paesi provare finalmente a scrivere una pagina nuova. L’Italia e Cuba saranno protagoniste di questo percorso, insieme». Grazie a Papa Francesco.

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