La normalità cui l’aeroporto di Fiumicino ambisce a tornare, dopo tre giorni dall’inferno, somiglia ad una carota pregustata ma appesa ad un bastone puntualmente troppo lungo. I tecnici di una ditta esperta nel «disaster recovery» incaricata da Aeroporti di Roma, lavorano senza sosta per verificare lo stato delle strutture così come stanno facendo quasi 500 persone, tra le quali anche quadri e dirigenti dell’azienda, per bonificare e ripristinare la zona interessata dall’incendio e dal fumo. Già ieri mattina è stato riaperto un varco al terminal 3 per permettere ai passeggeri di raggiungere le aree di imbarco G ed H dedicate ai voli internazionali, attraverso il people mover, il trenino elettrico che unisce il terminal 3 al Satellite ovest. Quasi tutti i banchi check in dell’area interamente chiusa subito dopo il rogo sono di nuovo aperti, e nella giornata di venerdì sono decollati e atterrati 760 voli, 550 internazionali e 210 nazionali. Un ottimismo smorzato tuttavia dalla nota di Alitalia che ricorda, anche per oggi, la riduzione del 40% dei suoi 300 voli al giorno a Fiumicino. Per i propri passeggeri la compagnia nostrana ha infatti creato un numero verde, 800.650055, da chiamare per controllare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto. Chi si è visto annullare la partenza ha diritto alla riprotezione su un nuovo volo modificando la prenotazione entro lunedì 18 maggio oppure al rimborso del biglietto. Poche o inesistenti, invece, le informazioni fornite a quanti sarebbero dovuti partire con una compagnia low cost. «Due mie colleghe avrebbero dovuto imbarcarsi per Catania con Ryanair ma gli è stato cancellato il volo – spiega Gianna - Prima è stato detto loro che dovevano fare il check in ma, fatto quello, dopo cinque minuti, sono state avvisate che il volo era stato cancellato. Tutto questo ieri sera per partire questa sera. Facilmente immaginabili le difficoltà alle quali sono andate incontro, costrette ad acquistare un biglietto del treno all’ultimo, al doppio del costo». «Alle 21,10 avrei dovuto imbarcarmi su un volo Vueling diretto a Palermo, ma la compagnia mi ha detto che non ci sarebbe stata possibilità prima di lunedì – spiega Marco -. Ho chiesto per scrupolo poi, perché sarei venuto qui alle 20. Arrivati in aeroporto con mia moglie, ci accodiamo ora al box informazioni e vediamo se riusciamo a trovare un volo per rientrare». «Stiamo vedendo se con Ryanair o Alitalia ci sono alternative – interviene Carla - Non eravamo pronti all’imprevisto, anche e soprattutto dal punto di vista economico, ed i disagi sono forti». A raccontare uno scalo quasi ibernato e immobile dopo il fuoco dell’altra notte sono soprattutto le attese, ancora lunghe, l’esasperazione dei passeggeri rimbalzati da una compagnia all’altra nella speranza finalmente di imbarcarsi, gli sguardi persi ed il passo incerto di uomini e donne con gli occhi all’insù verso tabelloni poco concordi con il clima di speranza diffuso da AdR. Gente sdraiata a terra, donne e bambini seduti su valigie enormi, stanche di esser trainate da un terminal all’altro. La folla che giovedì e venerdì rendeva impraticabili i terminal è ormai un ricordo. Le file lunghe anche 50 metri ai banchi informazioni e ai check in finalmente aperti le foto che lo fanno tornare alla mente con prepotenza. Dieci milioni di euro, secondo il Codacons, il valore del danno subito dai passeggeri rimasti a terra a causa dell’incendio scoppiato a Fiumicino. Sul sito www.codacons.it è stato pubblicato oggi un modulo attraverso il quale i passeggeri possono chiedere alle compagnie aeree il risarcimento danni. Intanto, tra voli cancellati – soprattutto le tratte nazionali come Bari, Brindisi, Palermo, Catania e Lamezia Terme – e rimandati di giorni, fatica a snellirsi il carico di bagagli accumulato da giovedì nell’area di stoccaggio. Tantissimi i passeggeri bloccati in aeroporto a pochi minuti dall’imbarco nelle ore immediatamente successive al rogo e che dopo tre giorni di emergenza stanno ancora tentando di rientrare in possesso delle proprie valigie. «Ai punti informazioni non sanno dirci dove andare – allarga le braccia Antonio -,una signora con la pettorina gialla ci ha indicato il reparto ‘lost and found’, ma secondo lei la trafila è lunga e ci conviene presentare denuncia nella speranza di riavere i nostri bagagli almeno nel giro di qualche giorno».
Passeggeri esasperati «Partire è un’odissea»
Nel caos le informazioni sui voli low cost. Decolli ridotti del 40%
