«Non vendo il Milan a chi cerca soltanto popolarità». Silvio Berlusconi è tornato ieri sulla vicenda della cessione della società rossonera in un'intervista all'emittente televisiva ligure Telenord. «Ho assunto la decisione di vedere nel panorama mondiale degli investitori se c'è qualcuno che possa portare capitali al Milan per consentirgli di essere ancora competitivo ai livelli del passato – ha spiegato nell’intervista – Io sono il presidente che nella storia del calcio ha vinto di più, il Milan è ancora oggi la squadra più titolata al mondo, ma tutto è cambiato per quanto riguarda i livelli di spesa. L'entrata nel calcio dei principi arabi ha fatto impazzire i costi. Ed è impossibile competere con chi può spendere questi soldi». Insomma l’ammissione che in questo momento neppure uno come lui può gareggiare con i nuovi ricchi del calcio. «La mia famiglia, che ha sostenuto spese importanti, soprattutto negli ultimi anni, non è più adeguata a ciò che che è necessario per essere competitivi ai massimi livelli – ha aggiunto – Cerco qualcuno che possa immettere capitali nel Milan. Ma la mia prudenza è dovuta al fatto che voglio andare al fondo e scoprire se chi si propone non veda nel Milan semplicemente un mezzo per acquisire una forte popolarità immediata. Il Milan è un brand diffusissimo nel mondo. Sono attento a scoprire le vere intenzioni di chi si offre di subentrare a me nell'azionariato del Milan. Se qualcuno fosse disposto a immettere capitali adeguati ogni anno sarei anche disposto a sacrificarmi». «Ai tifosi del Milan – è la conclusione – dico che lascerò il Milan soltanto in buone mani: se questo non avverrà, ho un progetto di fare il Milan soltanto con giocatori italiani». La trattativa con il principale acquirente, il broker thailandese «Mr Bee», in questo momento è in stallo perché l'ex premier non sarebbe più molto convinto di un'intesa. I dubbi lasciano così spazio ad altri potenziali acquirenti, in testa Richard Lee, che aveva proposto quasi 600 milioni di euro per il 60% prima che Taechaubol scoprisse le sue carte. Di certo il leader di FI non vuole perdere la presidenza onoraria della sua squadra e vorrebbe conservare il 51% della societa milanista, ma riuscire a spuntarla su questo punto non è facile. Berlusconi punta sicuramente a sfruttare al massimo gli orizzonti che il mercato asiatico può offrirgli, ma la partita è tutta da giocare.
I tormenti del presidente
«Non vendo il Milan a chi è solo in cerca di facile popolarità»