Politica

La bambina rom con 54 vite

di Fabio Di Chio È nata 54 volte. Ognuna con un nome diverso, falso. Una bugia sempre detta in caserma dov’è stata portata perché ladruncola. Però mai imputabile di reato. Un record. Lei è piccola,...

È nata 54 volte. Ognuna con un nome diverso, falso. Una bugia sempre detta in caserma dov’è stata portata perché ladruncola. Però mai imputabile di reato. Un record. Lei è piccola, ha tredici anni. Eppure la sua carriera criminale è grande. La zingarella nata a Roma, con cittadinanza bulgara, è stata scoperta dai carabinieri della Stazione Aventino mentre furba e svelta cercava di mettere le mani in tasca a un turista alla stazione Termini di Roma. Pare che la piccola raccolga «alias» come fossero caramelle. Una storia che ha il sapore mitologico. Ricorda la fatica di Sisifo delle nostre forze dell’ordine. Loro catturano, la magistratura libera. Loro si dannano per portare sulla schiena il peso di stare dietro a queste manine di velluto, eppure quando riescono nell’impresa il giudice applica la legge della non imputabilità, per cui rilascia la rom di turno. E ricomincia la fatica. È tutto vero. Non è un dispetto. Al massimo una burla legale. È un destino segnato dalle norme del nostro Codice. Le zingarelle lo sanno. Dicono in faccia a chi le ferma che sotto i 14 anni i "cattivi" non le possono arrestare. Dopo il danno pure la beffa.

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