Politica

E Renzi spavaldo attacca la Ue

Il premier all'Europa: "E' come uno studente svogliato". Ma la risposta è uno spietato dissier con le più incredibili sanzioni al nostro Paese

È già tempo di campagna elettorale per Matteo Renzi che ieri ha toccato Firenze, Aosta e la Liguria. In realtà nella città della quale è stato sindaco il premier è intervenuto in una veste «istituzionale», per prendere parte al dibattito sullo «State of the Union». Un intervento, quello del leader del Pd, che è servito a tracciare una narrazione sull’Europa del passato e del presente e quella che potrà essere nel futuro. Anche grazie - secondo Renzi - al ruolo decisivo svolto dall’Italia nel proprio semestre di presidenza. «Molto è stato fatto nell’ultimo anno in Europa e anche in Italia l’approccio nei confronti dell'euro e dell'Europa è cambiato» ha spiegato. «Analizzando quanto accaduto nell’ultimo anno, possiamo dire che l’Europa è come quello studente bravo che non si applica fino in fondo. Non cogliamo fino in fondo il potenziale che abbiamo». «Oggi l’Europa è il continente che cresce meno di tutti» ha concluso, «mentre noi abbiamo bisogno di una Unione più forte, innovativa, capace di cambiare. Non possiamo permetterci la nostalgia, nè rincorrere l'emergenza. Diamo l'idea di un continente che gestisce bene le emergenze e non ha una strategia». Il passaggio del premier a Firenze è stato segnato anche dalle contestazioni. In particolare, davanti alla presidenza della Regione Toscana si è svolta una manifestazione di genitori e amministratori locali a sostegno di 19 dirigenti scolastici toscani che rischiano di perdere il posto, pur avendo vinto il concorso, per un vizio di forma. Ed è proprio sulla scuola che il premier è tornato a ribadire la propria disponibilità a rivedere quegli aspetti della riforma che non dovessero convincere tutte le parti in gioco. Ma è nelle due tappe successive della sua giornata che Renzi ha toccato i tasti più politici, commentando anche l’esito delle elezioni in Inghilterra. «Chi mi accusa di fascismo per le riforme profana la memoria delle vittime di quella dittatura» ha detto il premier, aggiungendo a difesa della «democraticità» dell’Italicum che «Cameron con il 36% in Inghilterra ha la maggioranza assoluta, mentre con la nostra legge sarebbe andato al ballottaggio». Al primo ministro inglese il leader Pd ha riservato una telefonata di congratulazioni. Allo sconfitto leader laburista, Ed Milliband, Renzi ha invece tributato un trattamento assai meno lusinghiero: «Quanta responsabilità ha la sinistra nella vittoria dei Conservatori? Con l’aiuto di un pezzo importante della burocrazia di quella sinistra Ed ha vinto il congresso, e oggi è arrivata la risposta dalle elezioni. Quando la sinistra rinuncia al riformismo e gioca la carta dell’estremismo può vincere qualche congresso ma perde le elezioni». Un attacco per niente velato alla minoranza Dem e in particolare a Pippo Civati, che in Liguria sostiene Luca Pastorino in contrapposizione alla candidata governatrice del Pd Raffaella Paita. «In Liguria - ha continuato - c’è una sfida diversa. Oggi qui come in tutta Europa non solo c’è un Pd, ma due sinistre: una prova a cambiare, alla seconda invece piace far perdere l’altra». Infine, un attacco diretto a Civati: «Chi scappa quando ha perso - dice riferendosi anche a Sergio Cofferati - non è degno di stare in una comunità che rispetta le regole. Le primarie si vincono e si perdono. Io le vinte e le ho perse». «Oggi qualcuno ha detto che con la nuova segreteria il Pd ha perso un po’ di iscritti - ha concluso - sono i nostalgici del 25 per cento, che erano contenti quando si perdeva, ma non ci faranno perdere la voglia di cambiare l'Italia».

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