Politica

Unità di crisi e protocolli top secret per affrontare le emergenze

Francesca Musacchio Protocolli top secret e unità di crisi pronte a gestire le singole emergenze. La sicurezza all’interno degli aeroporti italiani si basa su un sistema approvato dall’Enac,...

Protocolli top secret e unità di crisi pronte a gestire le singole emergenze. La sicurezza all’interno degli aeroporti italiani si basa su un sistema approvato dall’Enac, costantemente verificato e monitorato, che si occupa sia della parte relativa ai voli sia a quella dei passeggeri in viaggio e a terra. Nei manuali che illustrano le metodologie di intervento in casi di emergenza, come quello "Rosso" creato da Enac e Aeroporti di Roma proprio per il "Leonardo da Vinci" che tratta «norme e procedure per stati di emergenza o incidente aereo», sono tre i codici che si assegnano in base alla gravità del fatto: verde se si tratta di un allarme, giallo in caso di emergenza e rosso quello più grave riservato agli incidenti. Quanto accaduto ieri a Fiumicino è stato classificato con codice rosso. Da quel momento in poi è scattato un complesso di norme nazionali e internazionali per far funzionare l’enorme macchina di un aeroporto. Proprio nel Manuale rosso, infatti, sono descritte le procedure per stati di allarme, emergenza o incidente aereo, spiegando che le indicazioni si applicano «all’interno del perimetro aeroportuale o nelle immediate vicinanze dello stesso. Per immediate vicinanze si intendono tutte quelle zone raggiungibili dai mezzi di intervento aeroportuali in maniera utile al soccorso». Se alcuni dei piani di emergenza sono resi noti anche a tutti i dipendenti e al personale interessato, come forze dell'ordine e mezzi di soccorso, altri devono rimanere nascosti per garantire l’intervento in caso di «atti legati a fattori umani», come nel caso di un attentato terroristico ad esempio. In queste circostanze, infatti, la procedura che si attiva per la gestione dell'emergenza, così come per il monitoraggio preventivo, deve rimanere top secret. Anche in questo caso esiste una unità di crisi predisposta, con la collaborazione di polizia, carabinieri e guardia di finanza, che si occupa dell'accaduto. Per tutto il resto ci sono unità di crisi deputate a gestire le singole situazioni e che hanno una capacità di intervento a seconda dell’evento, sempre collegate con le forze dell'ordine e i mezzi di soccorso. L'altra notte a Fiumicino anche Alitalia ha messo in campo il suo crisis plan per aiutare nella gestione dell'incendio che ha devastato una parte dell'aeroporto. Dai problemi su pista alle attività in volo, fino a quello che può succedere in aerostazione, tutto è controllato dall’unità di crisi specifica. L’obiettivo, si legge in uno dei protocolli di sicurezza, «è di minimizzare gli effetti negativi di un’emergenza o di un incidente, con particolare riguardo al salvataggio di vite umane e al mantenimento del massimo grado possibile d’operatività aeroportuale».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.