Politica

"È una deriva molto pericolosa"

L'intervista a Enzo Carra, ex parlamentare

A questa storia dell’abolizione dei vitalizi, «io sono estraneo. Sono l’elemento passivo». A parlare è Enzo Carra, già capoufficio stampa della Democrazia cristiana, deputato per tre legislature nella Seconda Repubblica e «redattore per quindici anni de Il Tempo, lo ricordi mi raccomando».   Perché i grillini ce l’hanno tanto con lei e la citano con scandalo tra quelli che rimarranno immuni dall’abolizione del vitalizio per i condannati? «I grillini hanno evidentemente un contrasto di fondo con gli Uffici di Presidenza delle Camere per le decisioni che sono state prese. Ma io sono estraneo a tutto questo. Sia nella legge Severino, che io ho votato da parlamentare qualche anno fa, sia nella delibera di ieri, tra i reati previsti non c’è quello per il quale io sono stato condannato».   Che sarebbe? «False dichiarazioni al pubblico ministero. Un reato che io ho commesso, non volendo accettare, ai tempi di Tangentopoli, le insistenze, diciamo così, del pubblico ministero Antonio Di Pietro. Ho accettato una condanna che potevo tranquillamente evitare, per non dire delle cose che erano secondo me delle falsità assolute. Un anno e quattro mesi, con il beneficio della non iscrizione nella fedina penale. Questa è la mia situazione. Nel 2004, tra l’altro, ho avuto la riabilitazione dal Tribunale di Roma. Voglio sottolineare, inoltre, che all’epoca dei fatti, nel 1993 ero un privato cittadino, che faceva, come faccio adesso, il giornalista. Io non avevo nulla a che fare con la Pubblica Amministrazione. E tutto questo è accaduto otto anni prima che diventassi parlamentare. I grillini evidentemente non hanno capito bene la mia situazione, se credono posso anche spiegargliela».   C’è un clima persecutorio? «Non direi precisamente persecutorio. Tuttavia credo che ci sia un problema di fondo: vitalizi, indennità dei parlamentari, finanziamento della politica. Probabilmente qualcuno pensa che sia opportuno lasciare la politica in mano a pochi, a chi se lo può permettere. Di certo non ho intenzione di oppormi a una deriva di questo tipo, ma va notato che è una deriva molto pericolosa. Perché pericoloso è, per tutti quanti, pensare che ci si debba accanire contro la politica. Che va controllata, certo, ma non ammazzata».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.