Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si appella all’Onu. Quello dell’Interno, Angelino Alfano, si rivolge, invece, ai prefetti, chiedendogli di sistemare altri immigrati in arrivo. I prefetti, a loro volta, rispondono al titolare del Viminale con uno schiaffone. Diserteranno il vertice di oggi e precisano: «La misura è colma». Non era mai accaduto. Nell’Italia dello scaricabarile, l’immigrazione è diventata una questione puramente teorica, buona per litigare ai talk show o per tentare di conquistare voti sparando soluzioni irrealizzabili. Il terreno migliore per capriole e giravolte politiche. Come quelle a cui ci ha abituato il ministro Alfano. Dalla pessima gestione dell’ordine pubblico ai tagli alla sicurezza passando per la mancata difesa delle forze dell’ordine. Alla fine della piramide ci sono i cittadini, sempre più esasperati. Tanto che a Roma, da sempre accogliente perché attraversata dal mondo, i residenti di tantissimi quartieri scenderanno in piazza il 24 maggio. Hanno detto basta. Basta con il buonismo che riempie le tasche a chi fa affari sull’emergenza immigrazione. Basta con la finta tolleranza di chi predica bene e poi se ne lava le mani. Basta con le battaglie ideologiche. Basta con chi cerca di guadagnare voti raccontando favole. Se anche i prefetti non ne possono più, significa che la situazione rischia di precipitare. Qualcuno, al governo e in parlamento, dovrebbe accorgersene.
Risparmiateci lo scaricabarile
L'intervento di Alberto Di Majo