Politica

Un tom tom per lo stand del Lazio

di Susanna Novelli

Cane da caccia o tom tom, a seconda della modernità del visitatore. Certo è che per trovare lo stand della Regione Lazio all’interno del padiglione Italia all’Expo di Milano, serve almeno uno dei due. Occorre infatti salire al secondo piano per trovare i circa 140 metri quadrati dedicati al Lazio. Pannelli "multimediali" con immagini spettacolari dei luoghi più belli della nostra Regione. Inaugurato ieri dal governatore Zingaretti e dal sindaco di Roma Marino, lo stand ospita ora anche dei video della Capitale. Non tutte le ciambelle però riescono col buco, come quella dell’Expo per Roma e il Lazio. Diverse le lamentele degli imprenditori laziali che, a fronte di una spesa di 6,9 milioni di euro (4,5 della Regione e il resto tra Roma Capitale e Unioncamere) si aspettavano qualcosa in più: uno stand più visibile, come le altre regioni fuori dal padiglione Italia e che illustrasse i prodotti del territorio. E invece i produttori laziali, sono stati "costretti" a parlare del vino nostrano allo stand esterno «Vino Taste of Italy». Un front office turistico all’Expo del cibo costato quasi 7 milioni rischia di essere ben più di una ciambella senza buco.

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