Politica

La Curia proibisce la Messa Mussolini assolto in diretta

Provocazione alla trasmissione della giornalista Antonella Grippo

«Ego te absolvo, Benito Mussolini». Assoluzione in diretta tv ieri sera per il Duce pronunciata (anche se in un’accezione personale e non in stretto diritto canonico) per bocca di un frate francescano noto agli onori della cronaca, Padre Fedele Bisceglia, imputato in secondo grado per presunte violenze sessuali ai danni di una suora. A lanciare la provocazione, la biondissima giornalista calabrese con un percorso storico di sinistra alle spalle, Antonella Grippo, nel corso della seconda puntata (tutta incentrata sul tema delle «eresie») della sua pungente «Perfidia», il format tornato su una nuova rete, l’emittente regionale Viva Voce Tv diretta da Paola Militano (canale 90 dt) - più graffiante che mai e con il sottotitolo puramente non casuale «Che fai mi cacci?» - dopo la chiusura riconducibile, secondo quanto dichiarato dalla stessa conduttrice nell’intervista rilasciata a Il Tempo, alla lite con l’allora candidato governatore Oliverio. «Cercasi prete con le palle per celebrare Messa in diretta per il 70° anniversario dalla morte di Mussolini», ha scritto testualmente Grippo qualche giorno fa sulla sua pagina Facebook all’indomani della sospensione da parte della Curia di Reggio della celebrazione liturgica programmata in suffragio del dittatore del Ventennio, chiarendo: «Ovvio che la mia vuole essere un’iperbole forte. Non ci sarà nessuna Messa, ma abbiamo pensato ad un gesto per stimolare il perdono e la pacificazione dopo piazzale Loreto, insomma per sfrugugliare la Chiesa su un atto di pìetas, intesa come valore universale». Nessuna Messa live celebrata, dunque, ma il prete «con gli attributi», «l’asso nella manica» come lo definisce lei, la tenace giornalista è riuscita a trovarlo, anche se sospeso a divinis. «Amo Gesù e amo il Vangelo, dove non c'è preclusione per nessuno. Mussolini, fino a prova contraria, è figlio di Dio, e Dio non ha figli di prima o seconda categoria», ha detto Padre Fedele rispondendo ad una sua domanda, aggiungendo: «Non entro nel merito delle scelte della Curia, ma avrei celebrato la Messa per Mussolini principalmente per i suoi tanti peccati. E avrei pregato per lui. Nel Vangelo c'è la misericordia di Dio». Lui, antifascista, che non ha fatto mistero di aver «sempre votato a sinistra, specialmente per Giacomo Mancini, il più grande statista calabrese che mi ha dato la possibilità di aiutare i poveri». Ed è partito il dibattito in trasmissione con le opinioni degli ospiti intervenuti che hanno infiammato a dovere gli animi. A partire da Vittorio Sgarbi, d’accordo con la decisione della Curia metropolitana: «Ha fatto bene, altrimenti l’ufficio religioso sarebbe andato a vantaggio di un’idea politica. E, così, in nome di un Dio ‘ndranghetista si sarebbe anche potuto chiedere di officiare una cerimonia pubblica in suffragio di un martire criminoso». Dichiarazioni categoriche, le sue, che non hanno fatto naturalmente il paio con quelle del senatore forzista Maurizio Gasparri, secondo cui «Mussolini non meritava di essere trascinato in questa polemica. La sua memoria andava rispettata». E con quelle di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, che alla domanda: «Lei è fascista?» ha rimarcato, senza archiviare il passato, il suo «impegno nella costruzione di un’altra prospettiva di destra», chiosando: «Come la storia di Don Abbondio e Fra Cristoforo, penso che la Chiesa dovrebbe andare sempre incontro al perdono e perdonare. Mussolini ha firmato, tra l’altro, i Patti Lateranensi del ’29 garantendo il riconoscimento della religione di Stato in Italia, aprendo un confronto bilaterale serrato con il papato».

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