"Non avendo alcun obbligo di farlo abbiamo previsto 1,5 milioni di euro per risarcire i danni. Naturalmente quelli che hanno provocato i danni dovranno pagare a loro volta però non possiamo costringere i cittadini milanesi a fare causa ai centri sociali. Lo faremo noi, lo farà la Regione". Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, parla degli incidenti avvenuti a Milano il primo maggio, giorno di apertura di Expo. "Mi auguro, ha detto, che non succeda più quello che è successo e che il ministero dell'Interno, la Prefettura in particolare, sappiano prevenire azioni vandaliche a cui abbiamo purtroppo dovuto assistere". "È stato un errore far arrivare i manifestanti in centro a Milano, poi doveva essere sospeso l'accordo di Schengen", fa sapere Maroni. "Un altro errore del governo è stato quello di non chiedere in questo caso quello che invece aveva chiesto alla Lega per una manifestazione a Roma, una fidejussione per eventuali danni". Sospendere Schengen, chiedere una cauzione, non permettere l'ingresso in centro ai manifestanti. Sono le tre cose che il governatore lombardo avrebbe fatto se fosse stato ministro dell'interno. La mobilitazione dei milanesi. Intanto il Comune continua l'opera di pulizia - attraverso l'Amsa che hanno rimosso i rifiuti pericolosi e gli uomini del Nucleo intervento rapido che stanno ripristinando la segnaletica divelta dai vandali - e di mappatura di quanto andrà ricostruito. I cittadini milanesi, invece, continuano a pulire le vetrine armati di spugne e detersivo e a cancellare con la vernice la scritta sui muri. La città aspetta anche l'appuntamento di oggi pomeriggio - alle 16 in piazza Cadorna - organizzato via Facebook dal gruppo "Nessuno tocchi Milano". Si tratta di una chiamata alla pulizia collettiva anche con una valenza simbolica anti-violenza. Anche il governo và in piazza a pulire. Il sottosegretario ai Beni Culturali (con delega a Expo) Ilaria Borletti ha annunciato che sarà presente in piazza all'evento di pulizia collettiva. Un primo bilancio dei danni era stato dato dallo stesso governatore della Regione che il giorno dopo la devastazione aveva parlato di 17 auto incendiate e 10 vandalizzate, 13 vetrine di banche mandate in frantumi, 12 negozi e vari portoni di palazzi danneggiati, vari sportelli bancomat mandati fuori uso. Cestini dei rifiuti, cassonetti e fioriere sono stati utilizzati per creare le barricate e poi incendiato.
Expo, Maroni: "Faremo causa ai centri sociali"
Il governatore della Lombardia spiega cosa avrebbe fatto se fosse stato ministro dell'Interno: "Sopensione Schenghen, fidejussione per eventuali danni e manifestazione organizzata a Roma"
