L’«antipasto» era stato servito ventiquattro ore prima con un coreto «antifascista» in piazza del Tricolore. Obiettivo: contestare i ragazzi di destra che commemoravano l’anniversario di Sergio Ramelli, il diciassettenne del Fronte della Gioventù ucciso trent’anni fa da chi la pensava in modo diverso da lui. Ma la manifestazione si inquadrava in quelle che sono state battezzate le «Cinque giornate di Milano», come gli antagonisti hanno chiamato la protesta contro l’Expo. Ieri il piatto «forte»: i «No Expo», fratelli di tutti i fronti del «No» esistenti nel Belpaese dell’immobilismo, hanno creato momenti di tensione lanciano oggetti vari e costringendo le forze dell’ordine a cariche di alleggerimento... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI
Il popolo del «no» sfascia le vetrine
Vernice, sassi e uova contro banche e negozi durante il corteo degli antagonisti LEGGI ANCHE Ecco i black bloc "contro tutto"
