Politica

Renzi «imbarca» Ban Ki Moon sulla S. Giusto

Passaggio in nave anche per il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon che da oggi sarà in Italia in una visita ufficiale ma che non sarà solo formale. Il capo dell’Onu incontra infatti il...

Passaggio in nave anche per il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon che da oggi sarà in Italia in una visita ufficiale ma che non sarà solo formale. Il capo dell’Onu incontra infatti il premier Matteo Renzi e, domani, Papa Francesco, qualche giorno dopo il Consiglio europeo straordinario sull’immigrazione che non ha affrontato in maniera incisiva quella che l’organizzazione internazionale ritiene un’autentica emergenza. Dai colloqui con il governo italiano e con il Vaticano il segretario Ban Ki Moon punta stimolare un diverso approccio alla soluzione del problema. Il premier Renzi gli ha per questo preparato un viaggio in mare per fargli toccare con mano cosa sia l’emergenza sul campo e come l’Italia stia rispondendo al problema. «Lunedì (oggi ndr) porto il segretario generale delle Nazioni Unite su un aereo e poi sulla San Giusto, perché voglio fargli vedere fisicamente e plasticamente cosa sta facendo l'Italia e voglio che questo sia il sentimento di vicinanza dei paesi UE e mondiali rispetto a quello che sta facendo l'Italia». ha detto detto il premier Matteo Renzi, ospite del programma «Otto e mezzo», su La 7 venerdì scorso. Domani invece, il capo delle Nazioni Unite sarà in Vaticano da Papa Francesco. Anche al Pontefice rinnoverà la richiesta di puntare a una soluzione politica dell’emergenza migranti e chiederà un impegni per far pressione sulla comunità internazionale affinché siano intensificati gli sforzi per gestire la crisi libica. Ban Ki Moon ha comunque messo subito un punto fermo alla vigilia della visita: «Non esiste una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo». Un punto delicato e sul quale è necessario il coinvolgimento dell'Onu. L'Italia, ha detto nei giorni scorsi Renzi, «ha chiesto alla Francia, alla Gran Bretagna e alla Spagna il sostegno ad una risoluzione dell'Onu sulla Libia». La risoluzione avrebbe lo scopo di dare copertura a quello che viene definito non un intervento militare, ma «un'operazione di polizia internazionale» finalizzata alla distruzione dei barconi usati dai trafficanti di uomini. Un terreno comunque minato perché il coinvolgimento di mezzi militari seppure sotto l’egida Onu ha una notevole criticità considerata l’area in cui si andrebbe ad operare. Rispondendo ad una domanda sulla possibilità di distruggere i barconi prima della partenza, Ban Ki Moon ha detto a La Stampa: «Il focus principale della Nazioni Unite è la sicurezza e la protezione dei diritti umani dei migranti e di coloro che chiedono asilo. E' cruciale che la concentrazione di tutti sia su salvare le vite, inclusa l'area libica delle operazioni di ricerca e soccorso, che e' quella da cui viene la maggioranza delle richieste di aiuto. La sfida non riguarda solo il miglioramento dei soccorsi e l'accesso alla protezione, ma anche assicurare il diritto all'asilo del crescente numero di persone che in tutto il mondo scappano dalla guerra e cercano rifugio. Non c’è una soluzione militare. è cruciale un approccio complessivo che guardi alla radice delle cause».

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