Addio sinistra terzomondista e mondialista pronta ad accogliere masse sterminate di migranti senza condizioni. Anche chi contesta la linea dura della Lega di Matteo Salvini sugli immigrati, infatti, sta ridimensionando l’idea che l’arrivo di profughi sia da accettare senza se e senza ma. Metà dell’elettorato «rosso», infatti, dice sì alle prime cure dopo i viaggi della speranza ma, dopo che queste sono state date, i migranti debbono essere riaccompagnati nei Paesi d’origine. A smontare il teorema della sinistra dal cuore d’oro sul tema è un sondaggio della Ipr Marketing pubblicato ieri sul Resto del Carlino. A illustrarlo è stato lo stesso direttore dell’istituto di rilevazione, Antonio Noto. Secondo l’analisi l’elettore progressista è sicuramente più favorevole all’accoglienza verso i disperati che arrivano dall’Africa, così come nello stesso tempo tutti coloro che si riconoscono nel centrodestra privilegiano l’opzione dei respingimenti. Ma sul passo successivo la sinistra tende a omologarsi alle idee della sponda opposta. Il 50% di coloro che esprimono posizioni di sinistra pensa che, una volta fornita la prima assistenza, gli immigrati debbano tornare indietro. Insomma il concetto di solidarietà espansiva tende a inaridirsi: bene il soccorso, ma poi rifocillati e assistiti, ognuno a casa sua. Una situazione che, secondo Noto, contattato da Il Tempo «non è nuova e si registra già da un anno». Da quando cioè gli sbarchi si sono intensificati e al dramma sociale si è aggiunto il tema delle possibili infiltrazioni dei terroristi. Insomma sono segnali di un cambio di umore nel magma del panorama della sinistra italiana. Non solo. Noto ha anche aggiunto che probabilmente una parte dell’elettorato moderato abbia traslocato da destra a sinistra portando con se però le posizioni più rigide nei confronti dell’immigrazione. Insomma qualcuno ha abbandonato Forza Italia, ha votato per il Pd di Matteo Renzi, ma non ha abbracciato la tradizionale apertura incondizionata della sinistra verso l’immigrazione. «Il profilo dell’elettore che vota a sinistra è cambiato, molti travasi dal centro destra hanno modificato la composizione culturale dei partiti progressisti, ma chi ha varcato il confine non ha dimenticato l’armamentario ideologico della parte dalla quale proveniva» spiega il direttore di Ipr Marketing, Noto. L’incertezza, ma anche la crescita dell’intransigenza verso una politica dell’immigrazione con le maglie troppo larghe è alimentata anche dal fatto che lo stesso premier Matteo Renzi, non ha ancora esplicitato chiaramente la sua posizione sul tema dei respingimenti. Un’indecisione, quella del segretario del Pd, che rafforza le posizioni più radicali anche all’interno del suo partito. Da segnalare infine un forte scettiscismo in entrambi gli schieramenti sulla possibilità che si arrivi effettivamente ad azioni militari per frenare i mercanti di uomini. Dal sondaggio emerge che due intervistati su tre ritengono complicata una ricognizione militare sulle coste libiche. E, secondo Noto, sono in tanti a pensare che bombardare i barconi sarà estremamente difficile.
Ora la sinistra si scopre anti-immigrati
Sorpresa, anche la "gauche" dell’accoglienza indiscriminata cambia opinione Sondaggio Ipr marketing: il 50% dice sì ai soccorsi, ma poi vanno rimpatriati
