«Milano, una donna ordina una pizza a casa e viene violentata. Lo schifoso sarebbe un giovane egiziano, ancora libero. Quante altre violenze dovremo aspettare, prima di introdurre anche in Italia la pena, anzi la cura, della castrazione chimica?». Lo scrive su facebook Matteo Salvini, segretario della Lega nord. Una storia che inizia intorno alle 20,30 dello scorso 22 aprile. Al momento della consegna, il fattorino le chiede se è sola in casa. Un'ingenuità, quel sì detto senza pensarci, costata cara. Ed ora è caccia all'uomo che ha violentato la donna di 41 anni nel suo appartamento in zona Lambrate a Milano. La descrizione fornita dalla vittima ,'aggressore le doveva consegnare la pizza ordinata poco prima, è quella di uno straniero, probabilmente egiziano, di quasi trent'anni, alto un metro e ottanta, con la carnagione olivastra. Le indagini della polizia stanno ricostruendo i dettagli del racconto di Roberta. Il primo davanti ai medici del Servizio antiviolenza della clinica Mangiagalli, poi agli investigatori del commissariato di Lambrate a cui ha sporto denuncia. L'allarme scatta solo alle 7 di mattina del giorno dopo, 23 aprile, quando manda un sms ad un'amica: «Mi hanno violentata». Finora la ricerca dell'aggressore non ha dato risultati.
«Castrazione chimica ai violentatori»
«Milano, una donna ordina una pizza a casa e viene violentata. Lo schifoso sarebbe un giovane egiziano, ancora libero. Quante altre violenze dovremo aspettare, prima di introdurre anche in Italia la...
