Politica

Berlusconi si separa da Forza Italia

Il Cav ha deciso: il suo nome non sarà sul simbolo alle Regionali Il «ritorno in campo» a pieno regime sarà solo dopo la riabilitazione

Il Cavaliere «divorzia» da Forza Italia: la «coppia» più bella del mondo ha un attimo di crisi e Silvio Berlusconi ha deciso che, per le Regionali, il suo nome non sarà sulla scheda. Forza Italia alle Elezioni Regionali si presenterà senza il nome del suo fondatore nel simbolo. La decisione è stata presa da diverso tempo, già una settimana fa, dopo un confronto interno al partito tra chi voleva che il riferimento al presidente azzurro rimanesse e chi invece consigliava di toglierlo. Sì, perché c’è chi vuole proteggere il leader da un eventuale danno d’immagine in caso di flop elettorale. Un flop che, nelle cifre, al momento, appare quasi certo. Alla fine di una lunga discussione, racconta chi è molto vicino all’ex premier, sarebbe stato proprio il Cav a preferire di non metterci per ora la faccia, in attesa della piena riabilitazione politica che, secondo lui, dopo aver scontato ai servizi sociali la pena per la condanna Mediaset, arriverà con la sentenza della Corte europea dei diritti umani. E dietro questa decisione c’è la volontà e il desiderio di presentarsi «in piena forma». Non a caso, l’ex premier, nell’ultima riunione con i suoi deputati, avrebbe messo in chiaro che lui tornerà definitivamente in campo solo quando avrà ottenuto la piena dignità e sarà stata riconosciuta la sua completa innocenza. Questo non vorrà certo dire che rimarrà nell’ombra. Il suo nome non sarà sulle schede elettorali, ma di certo non si risparmierà per la campagna elettorale: andrà in tv e farà comizi. Ma tutti rigorosamente in ambienti protetti (niente piazza, insomma), perché, come ha svelato nei giorni scorsi, è considerato possibile bersaglio di attentati. L’assenza del nome del logo di FI, secondo alcuni sarebbe dovuto al fatto che Berlusconi, sondaggi alla mano, teme un risultato negativo: chance di vittoria le vedrebbe solo in Veneto, Liguria e Campania. E questa è, in realtà, un’ipotesi ottimistica. Al momento, secondo molti sondaggisti, queste regionali segneranno un nettissimo passo avanti del centrosinistra. L’unica regione dove vincerà il centrodestra, cifre alla mano, sarà il Veneto, ma, anche qui non sarà una vittoria facile perché per Zaia, dopo la frattura con Tosi, qualche sorpresa ci potrebbe essere. Ma il Cavaliere ha dimostrato più volte che le cifre possono essere ribaltate anche a pochi giorni dall’appuntamento alle urne. E proprio per questo c’e chi, invece, è convinto che il Cav non tema più di tanto una possibile sconfitta alle amministrative, quanto piuttosto voglia concentrarsi sul dopo. Spera infatti che passate le regionali, rafforzato del verdetto positivo di Strasburgo, possa con più forza far valere tutto il suo peso politico e annunciare la grande svolta del partito che, al momento, sembra il suo principale obiettivo. Berlusconi ha messo mano alla riorganizzazione interna del partito con annesso rinnovo della classe dirigente, una fase che molti ormai hanno ribattezzato un «nuovo predellino». Berlusconi ha in mente non un partito «Forza Silvio», ma un radicale rinnovamento dell’attuale formazione ed è determinato ad andare avanti per la sua strada con chi ci sta. Il simbolo verrà depositato insieme alle liste, come previsto dalla legge, entro il 2 maggio: a mezzogiorno, e probabilmente solo allora, si saprà se si consumerà definitivamente lo strappo con i «fittiani», mentre quello dei verdiniani, potrebbe realizzarsi dopo il voto di primavera. Dietro a tutto la situazione attuale: il post-Nazareno. La frattura (per volontà di Renzi) del patto che ha mandato avanti i lavori parlamentari sta incidendo profondamente sulla vita stessa dell’esecutivo e, su tutto, è calata l’ombra dell’Italicum il cui destino, nel bene e nel male, deciderà della sopravvivenza del governo.

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