«Non siamo soddisfatti di questo accordo. Qualcosa è stato fatto, come il finanziamento dell’operazione Triton, ma così non si risolve il problema. Servirebbe un programma a lungo termine, una politica delle migrazioni seria». A parlare a nome della Santa Sede è stato il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti che - in un’intervista diffusa dal Servizio Informazione Religiosa - ha espresso «delusione» per quanto raggiunto al vertice dei leader dell’Unione europea sulle migrazioni a Bruxelles. «Avanti divisi», titola l’Osservatore Romano che parla di «passi in avanti e divisioni interne» nella ricerca di una strategia comune sull’immigrazione. Molto più cauto sugli accordi di Bruxelles, come sempre, il segretario di Stato Pietro Parolin, che in una lectio magistralis alla facoltà teologica di Padova ha però finalmente fatto chiarezza sul senso «non belligerante» della richiesta di Papa Francesco di fermare l’Isis e soccorrere i cristiani del Medio Oriente. Ma in merito al problema del soccorso agli immigrati nel Mar Mediterraneo ha solo auspicato - riporta il sito specializzato Vaticaninsider - che «continui il coinvolgimento dell’Europa su questo tema: siamo sulla strada giusta, bisogna impegnarsi e lasciarsi coinvolgere, bisogna continuare su questa strada». «Prima di tutto - ha detto il cardinale - c’è una risposta umanitaria da dare. E l’Italia sta facendo molto. Poi rimane sempre vero che bisogna risolvere il problema alla radice, mettere questi Paesi in condizione di non costringere i loro cittadini ad andarsene, eliminare le cause della povertà estrema e la violenza, la guerra, i conflitti, dobbiamo impegnarci di più su questo punto, dare possibilità a queste persone di progredire nei loro Paesi».
Vaticano deluso: «L’Unione resta divisa»
«Non siamo soddisfatti di questo accordo. Qualcosa è stato fatto, come il finanziamento dell’operazione Triton, ma così non si risolve il problema. Servirebbe un programma a lungo termine, una...