Politica

Renzi blinda l’Italicum: "O passa o tutti a casa"

Il premier: se non viene approvato il governo cade Martedì la decisione se chiedere il voto di fiducia

L’Italicum verrà approvato. In caso contrario la legislatura potrà considerarsi conclusa. Non è più una semplice minaccia, è il dogma renziano. A precisa domanda («Se l’Italicum non passa il governo cade?»), il presidente del Consiglio Matteo Renzi risponde seccamente: «Penso proprio di sì». Osite di Lilly Gruber a Otto e mezzo su La7, il premier spiega: «Se questo governo viene messo sotto sulla legge elettorale è come se i parlamentari dicessero di andare a casa. Non sono per tenere la poltrona attaccata alle terga. I signori del Parlamento hanno il potere di mandarci a casa». Renzi in ogni caso si dice comunque certo che la riforma elettorale alla fine verrà approvata senza problemi. Se ciò avverrà col voto di fiducia, però, il premier al momento non è in grado di dirlo con certezza: «Martedì - annuncia - il governo deciderà se porre la questione di fiducia per l’approvazione della legge elettorale». Sull’Italicum comunque lo scontro è aperto. Dentro e fuori il Pd. Massimo D’Alema torna ad attaccare il governo sulla legge elettorale: l’esecutivo - dice il Lìder Massimo - «dovrebbe preoccuparsi di governare e non della legge elettorale, che non gli compete. Credo che il Parlamento abbia diritto di approvare la legge elettorale liberamente, votando e mi pare che il testo sostenuto dal governo sia meritevole di miglioramenti. D’altro canto questi miglioramenti sono stati proposti». La legge elettorale, spiega D’Alema, «è materia squisitamente parlamentare: il governo dovrebbe occuparsi di lavoro, di affrontare le emergenze internazionali e lasciare che il Parlamento discuta liberamente di legge elettorale. Questa sarebbe la normalità democratica». E a gettare altra benzina sul fuoco ci pensa ancora Beppe Grillo. Il comico leader del MoVimento 5 Stelle sul proprio blog attacca: «La vicenda della legge elettorale sta andando oltre ogni limite costituzionale, intervenga Mattarella. Di fascismo ne è bastato uno solo». E il politologo Aldo Giannulli, intervenendo sul blog di Grillo, rincara la dose: «La situazione è di gravità senza precedenti e si impone un intervento del Presidente della Repubblica, nella sua veste di garante della Costituzione. Forse sarebbe opportuno che le opposizioni sollecitassero con una lettera comune questo intervento. Se esso dovesse mancare, se nonostante tutto, l’Italicum dovesse essere approvato grazie a queste bravate e non trovare alcun argine istituzionale, alle opposizioni non resterebbe che meditare sull’opportunità di un Aventino generalizzato, abbandonando tanto i lavori di commissione quanto quelli di Aula, sino a quando il Capo dello Stato, constatata la situazione, non sciolga le Camere, indicendo nuove elezioni, ma previa pronuncia della Corte Costituzionale sulla ammissibilità di questa legge. Di fascismo ne abbiamo avuto già uno e ci basta». Dario Ginefra, deputato Pd di Area Riformista, prova a stemperare le polemiche, annunciando che, pur auspicando modifiche all’Italicum, voterà a favore del provvedimento così come deciso dalla Direzione e dal gruppo Pd, auspicando che tutta Area Riformista faccia lo stesso.

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