Politica

Ma le proposte di Renzi e Mogherini assomigliano a quelle di Salvini

Schedare i migranti prendendogli le impronte, distruggere le navi della morte, rimandare indietro chi arriva. Una strategia molto di destra

Ieri si è riunito il Consiglio Ue straordinario, convocato per affrontare con la massima urgenza la questione "mediterranea". Il Consiglio è partito da una bozza di lavoro in 10 punti, stilata da Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue e vicepresidente della Commissione, e da Dimitris Avramopulos, Commissario europeo per l’immigrazione. Tradizionalmente, la Commissione europea ha sempre avuto posizioni pro-migranti rispetto a quelle degli Stati membri. Viceversa, il Consiglio Ue - rappresentando l’insieme dei capi di governo degli Stati membri - ha sempre tenuto posizioni più "difensive", anche per custodire la prerogativa nazionale sul decidere chi far entrare, a chi dare la cittadinanza, a chi concedere asilo politico, ecc. Ciononostante, il piano di 10 punti presentato ieri dai Commissari europei si presenta come una strategia molto difensiva. Potremmo affermare che si tratti di un piano "di destra", non lontano dalle posizioni esposte in diverse occasioni da Salvini, Meloni, Santanché, ecc. Il piano, ad esempio, prevede che gli Stati membri prendano le impronte digitali di tutti i migranti. Una proposta che qualche anno fa, quando fu inserita nella legge Bossi-Fini, fece gridare al razzismo e alla discriminazione. Prevede inoltre che ci sia «uno sforzo sistematico per catturare e distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti». Un’operazione, questa, già attuata anni fa in seguito a un accordo bilaterale con l’Albania, dall’allora governo Amato, ma che, quando recentemente è stata proposta da Daniela Santanché, ha fatto "sbellicare" tanti ben pensanti a sinistra. Ancora, il decalogo della Commissione Ue prevede l’ipotesi di un meccanismo di ricollocazione d’emergenza dei richiedenti asilo, in deroga all’ormai famigerato Regolamento di Dublino. Anche questa proposta è un cavallo di battaglia della destra italiana ed europea. E ancora, si afferma che verrà istituito «un programma per rimandare rapidamente indietro i migranti irregolari», posizione tipica di tutte le destre italiane, e soluzione costantemente contrastata a sinistra. Ricordate la querelle tra espulsioni e respingimenti? E tra espulsioni con accompagnamento alla frontiera e "foglio di via"? Ora, dato che è da scartarsi l’ipotesi per cui Federica Mogherini e Matteo Renzi siano diventati di colpo più "fascisti e populisti" di Salvini, forse occorrerebbe spiegare queste soluzioni convergenti in modo diverso. E soprattutto dovremmo chiederci perché le stesse proposte ottengono un tipo di reazione generalizzata se sono fatte da Salvini e una di tutt’altra natura se sono fatte dal Presidente del Consiglio e dalla Commissione Ue. Sul primo punto, ossia sulla convergenza delle soluzioni, è evidente che pesa molto la situazione emergenziale. Realismo e idealismo si fronteggiano da sempre. Ma quando la realtà esplode e ti mette spalle al muro, l’idealismo va a farsi benedire. Almeno per un po’. Sul secondo punto, quello della percezione e dell’interpretazione delle proposte, c’è, a mio avviso, un problema generalizzato. Da tempo, ormai, l’opinione pubblica non valuta le proposte politiche in base alla loro bontà/utilità reale, ma solo in base a chi le annuncia. Nella società di oggi questa è la prassi: se Salvini dice qualcosa, quella cosa non è credibile. Proprio perché la dice Salvini. Se la dice la Commissione Ue è credibile, proprio perché la dice la Commissione Ue. Di conseguenza, ogni cosa detta dal leader della Lega "specula" sulle tragedie, mentre la stessa proposta pronunciata da esponenti del Pd o delle istituzioni comunitarie, magicamente, non specula. La prima è populista, la seconda è realista. Eppure sono proposte identiche, oserei dire… «speculari».

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