Politica

Silvio affida il casting al fidanzato della Falchi

Ruggieri, compagno della showgirl, selezionerà i volti azzurri da mandare in radio e tv

Rinnovamento a tutti i costi. Silvio Berlusconi, tornato a Roma per fare il punto con i big del partito e per incontrare oggi i senatori e i deputati azzurri, continua a marciare spedito verso un vero e proprio repulisti di Forza Italia. E così, dopo aver nominato Marcello Fiori, già responsabile dei club Forza Silvio, a coordinatore degli enti locali del partito, si concentra sull’immagine pubblica azzurra. Affidando la gestione delle presenze televisive e radiofoniche degli esponenti ad Andrea Ruggieri, già giornalista Rai e noto anche alle cronache rosa per essere da alcuni anni il compagno della showgirl Anna Falchi. Una serie di nomine che hanno già fatto storcere il naso a quella parte di Forza Italia in odor di «rottamazione». Ma il malumore di diversi big non fermerà il rinnovamento imposto dal Cav a tappe forzate. «Non è il momento in cui la politica tutta, compresi i quadri dirigenti di Forza Italia, possano pensare di vivere di rendite di posizione» attacca Giovanni Toti, consigliere politico di Berlusconi e candidato governatore in Liguria. «Le divisioni in Forza Italia - conclude - spesso sono relative a persone che ormai nella storia del partito e oggi non brillano più per le posizioni che occupano». La parole di Toti sono destinate a rendere ancora più teso il confronto odierno tra Berlusconi e i parlamentari. Confronto che, peraltro, avverrà in due fasi distinte. Prima con i deputati a Montecitorio e poi con i senatori a Palazzo Madama. E questo perché i rapporti tra le due compagini azzurre - e in particolare tra i capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani - non sarebbero proprio all’apice dello splendore. L’ex premier, nel primo confronto con la sua pattuglia parlamentare da molto tempo a questa parte, proverà a serrare i ranghi in vista delle prossime battaglie. In particolare quella sull’Italicum, dove è stata sposata in pieno la linea oltranzista di Brunetta, con la «salita sull’Aventino». La linea anti-riforme, peraltro, lascia perplessa una fetta consistente del partito e c’è chi sospetta che l’atteggiamento di chiusura totale di Berlusconi serva anche a far venire allo scoperto quei parlamentari - in particolare i verdiniani - impazienti di dare una mano al premier Matteo Renzi. Via tutti i dissidenti, insomma, dopo le Regionali spazio a un partito più snello con soli fedelissimi. Regionali per le quali il leader azzurro continua a voler mantenere un profilo basso. Niente comizi classici, solo qualche presenza spot nei territori davvero in bilico, come Campania, Veneto e Liguria. E naturalmente la Puglia, dove serve il traino del Cav per non assistere a un plebiscito per i fittiani.

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