"Avanti, su tutto!" Matteo Renzi parla chiaro: "Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale. Il Pd ne ha discusso durante le primarie, in assemblea nazionale, in direzione, ai gruppi parlamentari, ovunque. La proposta, che è stata sempre votata a stragrande maggioranza, è stata approvata anche dal resto della maggioranza e dai senatori di Forza Italia. Fermarsi oggi significherebbe consegnare l'intera classe politica alla palude e dire che anche noi siamo uguali a tutti quelli che in questi anni si sono fermati prima del traguardo". E invece "no, noi non siamo cosi'. Il vice segretario Pd, Lorenzo Guerini, liquida tutto con l'espressione: "cagnara". E' così che i renziani rispondono all'Aventino annunciato prima, messo in pratica poi, dalle opposizioni. Tutto questo per contrastare l'approvazione dell'Italicum così com'è senza emendamenti. La fiammata ha seguito la decisione dello stato maggiore Dem di sostituire i 10 componenti della minoranza in commissione Affari costituzionali alla Camera, giusto il tempo di completare la riforma elettorale. M5S e Sel prima, FI oggi (mentre Sc resta "a difesa degli emendamenti"), si chiamano fuori e accusano Renzi. Il rispetto della maggioranza. Il vicesegretario Pd replica a tutti dicendo che "c'è molta strumentalità. La voglia di fare cagnara intorno a questo passaggio non credo sia un servizio al lavoro parlamentare né al Paese". E' tempo di decidere, afferma Renzi. "Perché ci hanno insegnato che quando si vota all'interno di una comunità si rispettano le decisioni prese assieme. Chi grida oggi allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti in commissione dovrebbe ricordare che questo è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici del rispetto della maggioranza: si chiama democrazia quella in cui si approvano le leggi volute dalla maggioranza, non quella in cui vincono i blocchi imposto dalle minoranze". Brunetta, da Renzi atteggiamento anti-democratico. "Noi al pari di tutte le altre opposizioni non accetteremo questo comportamento antidemocratico del partito di Renzi e lasceremo a Renzi e a quel che rimane del suo partito tutta la responsabilità di questo strappo. E' un fatto democraticamente aberrante e costituzionalmente inaccettabile". Il commento di Civati. Mentre in un post Pippo Civati rivisita l'ormai storica frase dello strappo tra Fini e Berlusconi riferito ovviamente a Matteo Renzi. Cosa fai, li cacci. Questa volta si può togliere il punto di domanda. Del resto, sono mesi che cerco di spiegare... http://t.co/lySsXMBLhc — Giuseppe Civati (@civati) 21 Aprile 2015 E qualche ora dopo Ora sostituiscici anche in aula. Ah, non puoi? Peccato http://t.co/sdD7Y8X9WB — Giuseppe Civati (@civati) 21 Aprile 2015
Italicum, scontro continuo. Renzi: "Avanti su tutto!"
Sale la tensione. Brunetta: "Lasceremo al premier tutta la responsabilità di questo strappo". Civati: "Che fai, li cacci" LEGGI ANCHE Renzi epurator: via chi non vota l'Italicum
