Politica

Letta: "Mi dimetto ma non dalla politica"

L’ex premier: "Vado a insegnare a Parigi"

«Non prenderò nessuna pensione perché ho ancora 48 anni» assicura Letta. Che poi riferisce di aver informato il Capo dello Stato e di essere uscito "rincuorato" da quel colloquio. Nulla sapeva invece fino a ieri sera Matteo Renzi, con il quale «si parlerà certamente». Intanto spiega che «il lavoro è un punto di partenza, è importantissimo avere un mestiere, mi hanno proposto di fare una cosa che farò per un po’ di tempo: sarò rettore della scuola di affari internazionali di Sciences Po di Parigi, mi piace, penso sarà interessante e utile». Anche per questo «dal primo settembre mi dimetterò perché è un lavoro da fare bene. Sono parlamentare da 13 anni, penso che sia giusto che io arrivi al mio prossimo impegno politico, perché non mi dimetto da politico, vivendo del mio lavoro». E aggiunge: «Non prenderò nessuna pensione da parlamentare, vivrò del mio lavoro e il mio impegno politico sarà in quella direzione». Ma tutta l’intervista è un continuo sottinteso di critica a Renzi. Per esempio dice l’ex premier: «Detesto House of Cards, magari è una fiction che diverte, ma fa vedere una politica fatta solo di intrighi». Fazio gli fa notare che è la fiction preferita da Renzi e lui replica sornione: «Non lo sapevo». Sulla tragedia del giorno nel Canale di Sicilia, Letta torna a difendere Mare nostrum, l’operazione avviata dal suo governo nell’ottobre 2013 e cancellato da Renzi un anno dopo con tanto di aperta critica sul numero di morti avvenute in quei dodici mesi. L’ex premier rilancia: «I diritti dell’uomo per noi sono solo una parola o una pratica concreta? Per me sono una cosa concreta. Bisogna immediatamente far sì che non succeda di nuovo una tragedia del genere. È giusto riunire subito il Consiglio europeo per fare in modo che i soccorsi ci siano». Parla poi della legge elettorale e fa notare: «Spero si trovi una intesa, serve una legge elettorale fatta con il consenso più ampio». «Bisogna fare le riforme - afferma l’ex capo dell’esecutivo -, ma alcune riguardano il governo, ma ci sono alcune cose su cui deve essere il Parlamento il protagonista e non il governo, come la legge elettorale o le riforme costituzionali, e soprattutto di devono fare con maggioranze larghe». Non sfugge alla questione dei rapporti con Renzi. Al punto che per ben tre volte dice di "stare sereno", facendo il verso a quell’«Enrico, stai sereno» che Matteo aveva pubblicamente detto a Letta salvo poche settimane dopo chiedere la sua testa. E stavolta l’ex premier parla della caduta del suo governo e rivela: «Per me è stata una cosa inaspettata, e credo non solo per me».

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