Politica

I distacchi sindacali costano sempre di più

Per chi torna al suo posto lo stipendio sale

Il dimezzamento dei distacchi sindacali rischia di essere un boomerang per la pubblica amministrazione. Nel Def, il Documento di economia e finanza che è la bussola della politica economica del governo per il prossimo triennio, indica per questa voce un risparmio strutturale pari a 10 milioni. Su circa 2500 distacchi per motivi sindacali ne sono rientrati circa 1300 e il risparmio dovrebbe nascere dal fatto che non sarà necessario sostituirli per il periodo di assenza dall’amministrazione. Ma a parte il fatto che la sostituzione è stata effettuata solo nella scuola, il rientro dei distaccati rischia di creare un maggior onere per la pubblica amministrazione. A costoro infatti dovranno essere pagate una serie di voci del salario come i buoni pasto, gli straordinari e i premi di produttività. Pertanto anzichè risparmi ci saranno maggiori spese. La battaglia contro i distacchi sindacali, emblema di una campagna di «moralizzazione» del pubblico impiego visto come la roccaforte del potere sindacale, è stata avviata dall’allora ministro Brunetta e poi cavalcata con una sforbiciata più profonda, da Renzi. Ma questa operazione ora potrebbe trasformarsi in un boomerang. Le sorprese per gli statali non finiscono qui. Sempre nel Def troviamo che i rinnovi contrattuali sono prorogati al 2021. Il che vuol dire che, considerati gli stop precedenti, salterebbero ben quattro tornate contrattuali. Eppure il consigliere giuridico di Renzi, Yoram Gutgeld, ha promesso che nel 2016 si troveranno i soldi per gli stipendi degli statali. Antonio Foccillo, responsabile Funzione pubblica della Uil, ricorda che «da sei anni, i governi dicono che l'anno successivo sarà quello buono per avere quegli aumenti che i lavoratori dei settori privati, che pure stanno in una situazione di grave crisi, continuano a ricevere, non come donazione, ma come diritto per le loro prestazioni». Non solo gli stipendi sono bloccati ma per coloro che saranno messi in mobilità obbligatoria, potrebbero anche essere ridotti. Il disegno di legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione prevede per chi deve spostarsi il mantenimento del trattamento economico più favorevole attraverso l’integrazione con un assegno ad personam «riassorbibile con i successivi miglioramenti economici» e a condizione che ci sia «la relativa copertura finanziaria».

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