Politica

Sospeso il poliziotto dei post sulla Diaz

I sindacati difendono il collega e criticano la decisione di Pansa Il Sap: "Sanzione preventiva. Così si asseconda il partito anti-polizia"

La sentenza della Corte di Strasburgo sui fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova ha creato una frattura nella Polizia di Stato. Da una parte c’è la decisione del Capo Alessandro Pansa di sospendere dal servizio il poliziotto Fabio Tortosa, reo di aver scritto su Facebook: «Io sono uno degli 80 del VII Nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte». Dall’altra la ribellione dei sindacati di polizia che parlano di clima da caccia alle streghe e non condividono la «punizione» di Pansa che, tra l’altro, alimenta pure il partito dell’anti-polizia. E fanno quadrato intorno al collega Tortosa che, a caldo,ha commentato: «È un provvedimento sproporzionato, visto che non si capisce quale potrebbe essere l’articolo del regolamento disciplinare che avrei violato. Mi sento una vittima sacrificale. E quello che ho scritto su Facebook è sulle carte processuali da 14 anni. Con il senno del poi non riscriverei quel post. Stupidamente non avevo considerato che per l’opinione pubblica avrebbe avuto un peso eccessivo». In prima fila a difendere Tortosa c’è Gianni Tonelli, segretario del Sap, Sindacato Autonomo di Polizia: «Quello che ha fatto il Dipartimento di Pubblica sicurezza è gravissimo: cos'è questa, una sanzione preventiva? Invece di accertare le responsabilità e poi prendere provvedimenti, ha assecondato il partito dell'anti- polizia trasferendo un funzionario solo per un "mi piace" su Facebook». Nessuno, spiega Tonelli, mette in dubbio la gravità delle frasi scritte da Tortosa ma non accetta «strumentalizzazioni da parte di due o tre giornalisti che, generalizzando ingiustamente, danno una interpretazione sbagliata ad un "mi piace" senza che questo significhi per forza una condivisione del punto di vista espresso nel post». E mentre il segretario del Silp-Cgil, Daniele Tissone, chiede di evitare strumentalizzazioni, invitando però chi ha un ruolo di tutela delle istituzioni a prudenza nelle esternazioni, «soprattutto sui social» a Franco Maccari (Coisp) tutto «sembra eccessivo» e non solo le frasi di Tortosa. «Si sono sollevati appetiti da parte del partito dell'anti-polizia che danno dei "fascisti" a tutti gli agenti. Quanto detto da Tortosa non rappresenta tutta la Polizia e non si può massificare: metà dei poliziotti oggi in servizio, che rischiano la vita tutti i giorni, nel 2001 non c'era neanche. Si parli di cose importanti e concrete: di formazione, di aggiornamento, di mezzi che mancano. Mentre il terrorismo è alle nostre porte i poliziotti vengono addestrati in tre giorni, lasciati senza strumenti, con il rischio di fare la fine dei colleghi francesi massacrati negli attentati a Parigi». In soccorso dell'agente sospeso anche il sindacato Autonomi di polizia (Adp), che parla di un ritorno del «reato d’opinione», chiedendosi «perché Tortosa non dovrebbe rivendicare il suo operato giacché non ha commesso reati?». Per Giorgio Innocenzi (Consap) Tortosa è finito nel tritacarne mediatico. «Si è pentito di aver scritto quel post e non si merita quello che gli sta succedendo, spero che l'amministrazione nel tenga conto. Le sue dichiarazioni sono state fraintese, voleva semplicemente dire che avrebbe fatto mille volte il suo dovere, come servitore dello Stato. Noi gli forniremo assistenza legale, ma il suo comportamento verrà comunque valutato dal nostro collegio interno». «Purtroppo -continua il segretario della Consap- Tortosa è finito nel tritacarne mediatico, manco fosse un criminale incallito. Gli è caduto il mondo addosso ed è distrutto, tutta la vicenda gli è costata molto dal punto di vista personale e familiare. Le sue dichiarazioni su Facebook sono assurde e irripetibili, ma quello che gli sta capitando è eccessivo: è diventato una vittima sacrificale, un capro espiatorio per un problema più grosso nel quale lui non ha nessuna responsabilità, come riconosciuto anche dalla magistratura». L’atteggiamento generale è una profonda critica nei confronti del provvedimento fuori misura di Pansa. Considerato che è stato lo stesso Capo della Polizia a sottolineare che rispetto a quanto successo all'epoca del G8 di Genova «abbiamo trovato le contromisure» e «oggi i reparti mobili, la Polizia di Stato, le Forze dell'ordine sono un'altra cosa».

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