I o che le carte le ho lette tutte e che a Genova ho vissuto da cronista privilegiato due giorni e due notti insieme a tutti voi del "famigerato" Settimo Nucleo, la rabbia la capisco. E non la condanno, perché la sentenza di Genova non ha punito i veri macellai della Diaz. Da qui lo sfogo dell'altro giorno. Le dirò di più, signor Tortosa. Non serve rievocare verbali e testimoni a vostro favore. Nemmeno è più utile raccontare l'incredibile professionalità dimostrata negli scontri per strada coi black bloc rimasti impuniti (di cui sono stato testimone). Quanto ho vissuto e sentito dalla viva voce degli agenti del «Settimo» appena usciti dalla Diaz, mi ha sconvolto e mi ha convinto. Niente e nessuno mi farà cambiare idea. L'odio verso chi aveva sporcato per sempre l'uniforme e stava per mandare al patibolo altri colleghi sapendoli innocenti, era palbabile nel piazzale della Diaz e ancor oggi cova nelle piazze virtuali. Sacrificare Tortosa per una ragion di Stato è folle: ha sbagliato, si è pentito, ha chiesto scusa. Non uccidetelo un'altra volta. Gian Marco Chiocci
Salvate il soldato Tortosa Segue dalla prima
Io che le carte le ho lette tutte e che a Genova ho vissuto da cronista privilegiato due giorni e due notti insieme a tutti voi del "famigerato" Settimo Nucleo, la rabbia la capisco. E non la...